«Aggredita a scuola per un parcheggio»
La rabbia del marito: «Mia moglie è disabile, ma le è stato detto che lì non può sostare»
REGGIO EMILIA. Una aggressione verbale, legata all’utilizzo del posto auto riservato ai disabili davanti alla scuola elementare Italo Calvino, alla Canalina. E’ quella che ha denunciato ai carabinieri una casalinga di origini congolesi, mamma di quattro figli, per quello che è avvenuto venerdì pomeriggio, all’uscita della scuola frequentata dal più piccolo dei quattro. Una aggressione a sfondo razzista secondo il marito della donna, Jean Tshibuabua: «Mia moglie è invalida all’80% e come ogni giorno - racconta il marito che vive in città e lavora a Cavriago come operaio - è andata a prendere nostro figlio, parcheggiando in uno dei quattro posti auto di cui dispone la scuola, due all’esterno e due all’interno della scuola. Ha parcheggiato fuori, nello spazio riservato ai disabili a cui ha diritto, come attesta il contrassegno che abbiamo esposto sull’auto». Un contrassegno, però, che per alcuni genitori di bambini che frequentano la stessa scuola, evidentemente non è sufficiente: «Hanno detto a mia moglie che lei, lì non può parcheggiare. Perché quel posto sarebbe dei genitori di un bambino disabile. Ma anche mia moglie è disabile - protesta Jean - e i posti disponibili sono quattro, e mia moglie parcheggia sempre fuori, lasciando liberi l’altro posto all’esterno e i due nel cortile della scuola». A spingere la famiglia Tshibuabua a rivolgersi ai carabinieri, la convinzione che si sia trattato di una aggressione a sfondo razzista e soprattutto il fatto che non era la prima volta che la donna veniva redarguita per aver usato quel posto auto. «Non riesco a spiegarmi questa aggressione- dice ancora Jean - se non con il fatto che hanno visto che mia moglie ha un colore diverso della pelle». Poi Jean Tshibuabua va oltre e stigmatizza anche il comportamento della scuola: «Mi sarei aspettato che la direzione della scuola avesse preso posizione di fronte a questo fatto. E invece nulla. Soltanto un genitore che venerdì ha assistito alla scena ha telefonato a casa per chiedere come stava mia moglie che dopo quanto è accaduto è dovuta andare anche all’ospedale perché sotto shock». (m.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
