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Condannato per la stalla strapiena

Otto mesi a un allevatore. La difesa: «Stava risolvendo il problema»

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CAMPAGNOLA. Condannato per maltrattamenti di animali. E’ quanto deciso dal giudice Andrea Rat – in tribunale a Reggio – nei confronti dell’allevatore 41enne Nicola Calabrese, residente a Concordia (Modena) ma che ha una stalla a Campagnola.

La vicenda risale al settembre 2011, quando i carabinieri del Nas di Parma fecero un controllo di routine nell’allevamento: la struttura, secondo quanto appurato dagli inquirenti, è autorizzata per ospitare 800 mucche, mentre al momento dell’ispezione ve ne sono molte di più, anzi dalla documentazione poi analizzata dai carabinieri lì erano stati allevati sin a 1.400 capi, quasi il doppio di quanto consentito dalle norme. Un sovraffollamento ritenuto nocivo per le mucche. L’allevatore – difeso dal legale Pierluigi Allegretti, in rappresentanza del collega Franco Beretti – ha specificato che si rendeva conto della situazione e per risolvere il problema erano in costruzione due nuove stalle (regolarmente autorizzate) quando in azienda erano piombati gli inquirenti. Inoltre Calabrese ha escluso che gli animali fossero maltrattati. L’avvocato difensore ha chiesto l’assoluzione, rimarcando che nel comportamento dell’allevatore non c’era dolo e le analisi effettuate sul latte avevano sempre indicato che il prodotto non presentava problemi, traendo come conseguenza che il sovraffollamento era ininfluente.

Il pubblico ministero ha chiesto una pena pecuniaria di tre mila euro. Il giudice Rat ha condannato l’allevatore ad otto mesi di reclusione. (t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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