Crisi, è allarme precariato. E il Pd bacchetta Renzi
Per la Cgil di Reggio ci siamo lasciati alle spalle "un anno sconsolante". Perse 341 aziende, 34.000 disoccupati. Antonella Incerti e Roberto Speranza (Pd) criticano Renzi sul Jobs Act
REGGIO EMILIA Calano ammortizzatori sociali e occupazione. E il lavoro, quando c'è, è sempre più precario. Sono dunque tutte fosche le tinte del ritratto che la Cgil di Reggio Emilia presenta oggi dell'andamento della crisi sul territorio nel 2014. Dalle cifre prende poi le mosse un duro j'accuse al Jobs Act, ma anche alle istituzioni e al mondo imprenditoriale reggiano, ritenuto manchevole di iniziativa per contrastare, in particolare sul welfare, gli effetti sociali che il contesto economico sta determinando.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10929015:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10929015:1649460076/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I numeri, illustrati dal segretario della Cgil Guido Mora e da Vanna Gelosini della segreteria confederale, dicono che il 2014 si è chiuso registrando una diminuzione del 29,6%, rispetto al biennio precedente, del numero di aziende che ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, con un conseguente calo di lavoratori coinvolti (-27,1%).
Dal 2011 inoltre il numero di addetti interessati da cassa integrazione ordinaria o straordinaria, e contratti di solidarietà, non è mai sceso sotto la soglia delle 11.000 persone, dato che si conferma anche nel 2014, a cui si aggiungono circa 2.000 lavoratori che usufruiscono della cassa in deroga. Le ore di ammortizzatori autorizzate dall'Inps dall'inizio della crisi, nel 2009, superano i 66 milioni. Allo stesso tempo (i dati sono in questo caso della Camera di Commercio), nel solo 2014, la crisi ha fatto chiudere i battenti a 4.040 imprese (contro le 3.699 iscritte) per un saldo negativo pari a 341 aziende in meno; 197 sono stati i fallimenti di cui 39 concordati o liquidazione coatta amministrativa rispetto ai 223 fallimenti del 2013.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10929014:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10929014:1649460076/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
JOBS ACT, LA CRITICA DA REGGIO DEI PARLAMENTARI PD. Il tema delle riforme al centro dell’incontro che si è tenuto ieri al Teatro dell’Orologio e a cui hanno preso parte il capogruppo Pd Roberto Speranza, la parlamentare Democratica Antonella Incerti, membro della Commissione Lavoro alla Camera, e il segretario provinciale Andrea Costa.
«Un errore non aver tenuto conto del parere delle Camere sui licenziamenti collettivi»#jobsact @robersperanza
http://t.co/gktHLp4ctk
— Deputati PD (@Deputatipd) 23 Febbraio 2015SPERANZA BACCHETTA IL PREMIER Sul Job Act in particolare il capogruppo Speranza si è unito alle critiche che altri esponenti Pd avevano manifestato nei giorni scorsi. "Il governo ha sbagliato a non tener conto del parere delle commissioni Lavoro di Camera e Senato sui licenziamenti collettivi previsti dalla delega sul lavoro" ha detto il capogruppo Pd alla Camera. Speranza ha sottolineato che "se viene meno quella necessaria sintonia tra Parlamento e governo non sarà possibile vincere la sfida riformatrice che il Pd ha giustamente lanciato e non si va da nessuna parte".
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10922596:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/23/news/renzi-contro-landini-vuole-fare-politica-1.10922596]]
IL POST DI INCERTI Pochi giorni fa, Antonella Incerti ha affidato il suo pensiero sul Job Act a un post critico pubblicato sul suo profilo facebook. "A proposito di Jobs act penso che sarebbe meglio non suonare troppe trombe e augurarsi che avrà qualche effetto benefico nei prossimi mesi. Per dire che staremo a vedere.Se c'e qualche segnale di ripresa in questo ultimo periodo ad onor del vero lo "dobbiamo" al sig. Draghi e ai preliminari da lui messi in campo , che daranno rilancio agli investimenti, unica vera molla per far partire l'occupazione e il solo fertile terreno su cui potranno inserirsi le riforme del mercato del lavoro".
E ancora: "Considero un errore, tra alcune cose positive come l'estensione degli ammortizzatori sociali, aver esteso, a dispetto del parere espresso dalla commissione che conteneva alcune condizioni, la normativa ai licenziamenti collettivi. Perché si è sempre solo parlato di licenziamento individuale. La decisione di estenderlo ai collettivi attraverso un intervento sulla legge 223 la ritengo non solo sbagliata ma altamente problematica".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
