Parma chiede aiuto sull’aeroporto Ma Reggio dice “no”
L’appello di Pizzarotti dopo la querelle sull’Alta Velocità «Dateci una mano». Vecchi: «Solo i privati possono salvarvi»
REGGIO EMILIA. Contrordine. Non più una guerra sull’Alta velocità, ma un’alleanza per rilanciare l’aeroporto di Parma. È quanto chiesto ieri dal sindaco della città ducale, Federico Pizzarotti, che nell’assemblea provinciale dei sindaci ha stemperato le polemiche dei giorni scorsi sulle fermate dei treni Av, chiedendo invece ai cugini reggiani di «dare una mano» al rilancio dell’aeroporto. Una proposta che il primo cittadino di Reggio, Luca Vecchi, rispedisce in parte al mittente, nonostante un chiarimento tra le due amministrazioni avvenuto venerdì scorso – secondo quanto riferisce lo stesso Pizzarotti – a margine della presentazione del corso di laurea interateneo promosso dalle università dei rispettivi territori. «Per me – spiega Pizzarotti – è indiscutibile che l’alta velocità sia la Mediopadana di Reggio, ma questo non vuol dire che durante Expo non dobbiamo avere collegamenti dignitosi». E, nell’ottica di «un’area vasta», se «noi riconosciamo a loro la stazione, loro riconoscessero l’aeroporto e ci dessero un mano», aggiunge Pizzarotti.
Parole cadute nel vuoto, alle quali il sindaco di Reggio replica chiamando a raccolta eventuali privati: «L’amministrazione di Reggio tecnicamente non può stanziare risorse sull’aeroporto di Parma, ammesso e non concesso che le abbia – risponde Vecchi – A proposito di area vasta, la regia politica e di governo in materia di aeroporti compete alla Regione. In Emilia-Romagna abbiamo una tradizione anche un po’ fallimentare di aeroporti di medie e piccole dimensioni. C’è un aeroporto importante a Bologna e c’è un altro aeroporto che è a Parma. Da cittadino e sindaco reggiano posso dire che se l’aeroporto di Parma trova consolidamento e valorizzazione io sono contento, ma penso che con investimenti pubblici non sarà salvato se non se ne faranno carico la Regione o lo Stato». Per Vecchi, «l’aeroporto Parma ha bisogno di forti investimenti privati»: «Se imprenditori reggiani fossero disponibili, in questo senso non ci troverei nulla di strano e la troverei un’operazione meritevole».
Quanto alla Mediopadana, «è un dato di fatto che la nostra stazione Av è un elemento di forte competitività e attrattività in un’ottica di area vasta che non riguarda solo Reggio Emilia o l’Emilia occidentale, ma un territorio molto più ampio. Non a caso si chiama stazione Mediopadana». (e.spa.)
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