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«Presto l’esposto per omicidio volontario»

RUBIERA. Per la Cassazione «la consumazione del reato di disastro non può considerarsi protratta oltre il momento in cui ebbero fine le immissioni delle polveri d’amianto prodotte dagli stabilimenti»....

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RUBIERA. Per la Cassazione «la consumazione del reato di disastro non può considerarsi protratta oltre il momento in cui ebbero fine le immissioni delle polveri d’amianto prodotte dagli stabilimenti». E’ su questo punto che l'avvocato Ernesto D’Andrea – rappresentante della Provincia e di numerosi lavoratori che si sono ammalati nei loro anni all'Eternit (ex Icar) di Rubiera – non è concorde con le motivazioni della Corte, pur rispettandole.

«Non condivido questa impostazione – spiega – perché se gli effetti si verificano ancora oggi non si può parlare di prescrizione del reato. Bisogna considerare che le conseguenze mortali derivate dal contatto con l’amianto si sono verificate anche dopo decenni». Una riflessione anche sull’esposto che sarà presentato dal Comune di Rubiera. «Si chiederà alla procura di prendere in esame il reato di omicidio volontario, e credo che ci siano tutti i presupposti per dimostrare che i due azionisti abbiano agito con coscienza e volontà. Ma, in merito ai risarcimenti, vado molto cauto: qualora questa linea passasse, diversi miei assistiti potrebbero non averne diritto in quanto Schmidheiny fu a capo della società solo per alcuni anni mentre De Cartier è ormai deceduto». (a.v.)

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