Allarme azzardo: «Il governo vanifica le leggi dei Comuni»
Iori (Conagga): «Si cambi il decreto della delega fiscale». E il M5s attacca: «Così si aiuta la criminalità organizzata»
REGGIO EMILIA Combattere le vlt a Reggio? Il governo si mette di traverso. È quanto denunciato da Matteo Iori, presidente del Conagga, il Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’Azzardo, che punta il dito contro la bozza della nuova normativa fiscale in materia di giochi d’azzardo. Un decreto che rischia di vanificare tutti i provvedimenti dei Comuni reggiani e la legge della Regione che in questi anni hanno cercato di porre serie limitazioni ad un fenomeno che – ricordano anche dal M5s – è stato al centro della recente missione a Reggio della commissione parlamentare antimafia. Proprio nel corso dell’audizione, infatti, è stato lanciato per l’ennesima volta il preoccupante allarme del rapporto fra azzardo e criminalità organizzata.
«La bozza – spiega Matteo Iori – prevede che, una volta entrata in vigore la delega fiscale, sia solo lo Stato a definire eventuali limiti nella distribuzione delle sale da gioco e che le leggi di Comuni e Regioni debbano essere annullate entro sei mesi. Decadono, quindi, anche a Reggio le limitazioni. È vero che non può esserci in Italia una situazioni a macchia di leopardo, con Regioni e Comuni che proibiscono tutto e altre che non proibiscono. Ma la necessità di una regia nazionale, non può permettere che vengano tolte le limitazioni già decise dai territori come quello reggiano».
Non è solo questo, tuttavia, l’unico punto del decreto sul quale mostra perplessità. «Uno dei temi è quello della pubblicità dei giochi - aggiunge Iori – la proposta nel decreto mi sembra irrisoria: parla di un limite solo dalle 16 alle 19, per di più escludendo dalle limitazioni tutte le trasmissioni sportive, le più guardate anche dai più giovani. Basta ricordare il periodo dei mondiali, quando in tv c’erano sempre fastidiose pubblicità di poker online e di scommesse. Una situazione che rischia di restare tale». Il sottosegretario Pier Paolo Baretta ha fatto sapere che, nel decreto, ci sarà una lotta contro le slot. Ma anche qui secondo il Conagga i benefici potrebbero essere davvero pochi: «Nel testo, rispetto alle slot, vengono infatti favorite le vlt, macchine ben più pericolose delle slot che vengono inserite nelle “gaming hall”, luoghi chiusi, in cui i giocatori problematici avranno ancora meno possibilità di aiuto di quanto possa accadere in luoghi pubblici come i bar».
Per Iori, «ci sono ricerche che dicono con chiarezza che se un giocatore gioca in un luogo pubblico, sotto gli occhi di persone che non giocano, viene inibito e si limita molto di più di quanto non avvenga in un luogo esclusivo dove tutti giocano. Le “gaming hall” saranno luoghi particolarmente pericolosi, per i quali si dovranno trovare nuove forme di strategia e di ragionamento con chi le gestisce per ridurre le patologia legate al gioco». Sulle nuove normative messe in campo dal Governo, arriva anche il no di don Armando Zappolini, portavoce di “Mettiamoci in gioco”, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo nata nel 2012 e promossa da istituzioni, organizzazioni di terzo settore, associazioni di consumatori, sindacati: «Chiediamo al governo di stanziare, effettivamente, i 250 milioni di euro più volte citati proprio dal sottosegretario Baretta, che potrebbero essere almeno in parte utilizzati per le attività di prevenzione, informazione e riabilitazione, non coperte dai Livelli essenziali (Lea), che devono essere garantiti in primo luogo tramite i 50 milioni di euro per il gioco d’azzardo previsti nella Legge di stabilità».
Ma è il M5s ad alzare il tono della protesta, soprattutto in relazione al rischio infiltrazioni della criminalità organizzata emerse in anni di inchieste dell’Antimafia. «Le slot da bar sono in crisi e ora il mercato in ascesa è quello delle più pericolose Videolottery-Vlt, che consentono di giocare direttamente banconote, dove la posta è più alta, che ti prosciugano le tasche in pochi minuti e che danno più facilmente dipendenza - attacca la deputata reggiana M5s, Maria Edera Spadoni – nel decreto si parla di 250.000 nuove vlt nei bar. Sulle vlt puntano le mafie: nella missione della Commissione antimafia a Reggio Emilia lunedì scorso è stato lanciato l’allarme da procuratore e prefetti su questo settore, tanto da chiedere certificati antimafia anche per le licenze Vlt, proposta subito sostenuta dal Movimento 5 Stelle che l'ha rilanciata con i suoi componenti». (e.spa.)
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