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Discarica di Poiatica, un'inchiesta per "gestione illecita di rifiuti"

di Tiziano Soresina
Discarica di Poiatica, un'inchiesta per "gestione illecita di rifiuti"

Sono due le perizie disposte dal procuratore Giorgio Grandinetti che coordina le indagini: gli accertamenti richiesti riguardano radioattività e percolati, previsti fra due mesi gli esiti

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CARPINETI. Sono due le delicate perizie in atto sulla discarica di Poiatica, ma soprattutto il procuratore capo Giorgio Grandinetti che segue personalmente le indagini ha formulato una precisa ipotesi di reato: gestione illecita di rifiuti.

Un’accusa che attende gli esiti degli accertamenti in corso (sono stati accordati dalla procura due mesi di tempo, salvo richiesta di proroghe da parte dei periti per la complessità del caso) e che, al momento, non vede persone iscritte nel registro degli indagati. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10908690:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/21/news/chiude-la-discarica-di-poiatica-lo-annuncia-la-provincia-1.10908690]]

Ma i fari delle due perizie su cosa sono accesi? L’esperto prescelto dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) deve dare una risposta definitiva su una questione che da tempo ha sollevato non poche apprensioni, cioè la presenza o meno di radiottività dentro il perimetro dell’imponente discarica carpinetana. Un punto, questo, che ha creato un solco inquietante fra il Comitato “Fermare la discarica di Poiatica” che ritiene vi sia presenza di radiottività, mentre l’Iren (che gestisce la struttura ora chiusa dopo essere stata attiva dal 1995) lo esclude.

Della seconda perizia è stato incaricato un esperto del Politecnico di Milano che sta facendo analisi sui percolati (liquidi originati prevalentemente dall’infiltrazione di acqua nella massa di rifiuti o dalla decomposizione degli stessi, oppure in misura minore derivanti dalla compattazione dei rifiuti stessi) prodotti dalla discarica. Visto il tenore delle perizie disposte da Grandinetti, in gioco vi è la gestione della discarica ed i rischi ambientali che potrebbero essere legati a procedure non corrette.

La posizione del Comitato è nota: «Il biogas, quella puzza di gas metano, mista a rifiuti che si sente e invade la vallata è per noi un elemento di forte preoccupazione. Ci sono dentro componenti chimiche che si miscelano tra loro causando, a lungo termine e ad alti livelli, danni all'ambiente ma soprattutto alla salute. Nessuno può e sa dirci cosa e quanto esattamente abbiamo respirato in questi anni».

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