Da Enel a Edison e ritorno, una beffa
Il racconto di Luciano Azzolini: «Ho cambiato fornitore due volte ma continuano a prendermi in giro: mai visti gli accrediti»
REGGIO EMILIA. Una disavventura infinita e senza ritorno. È quella che sta vivendo da un anno e mezzo Luciano Azzolini, agricoltore e allevatore di Castelnovo Monti. Dall’ottobre del 2013, infatti, è in corso una partita a ping pong tra Edison Energia ed Enel, ed è lui a farne le spese. «Il 20 ottobre del 2013 un fulmine ha colpito la mia casa – racconta Azzolini – e mi ha sciolto il contatore della luce. Alle cinque del mattino due tecnici Enel sono intervenuti per sostituirlo, permettendomi così di mungere le vacche».
Nonostante Azzolini fosse cliente di Edison Energia da un anno, infatti, la linea è di Enel. «Dopo aver finito il lavoro – prosegue Azzolini - i tecnici mi hanno detto che, essendo il contatore illeggibile, Enel avrebbe fatto una lettura presunta in base ai consumi precedenti. Un mese dopo mi è arrivata la bolletta: 1.266.50 euro contro i 650 soliti. Ho telefonato ad Edison, ma mi è stato risposto che i dati vengono forniti da Enel e che dovevo verificare i consumi storici in bolletta. Ho controllato: dal 1° al 20 ottobre 2013 il consumo giornaliero era di 40 chilowatt; dal 21 ottobre era schizzato a 214,16 chilowatt al giorno, raddoppiandomi l’importo mensile e arrivando a 3.336 chilowatt al mese».
È a questo punto che Azzolini ha iniziato a rimbalzare da un’azienda all’altra, tra chiamate strazianti ai numeri verde e mail fantasma. «Ogni volta che chiamavo il call center di Edison mi rispondeva una persona diversa che non sapeva nulla di me e del mio caso – racconta – e ogni volta mi veniva detto, invano, che l’anomalia sarebbe stata segnalata a Enel». L’ultima speranza è stata stracciata da un impiegato che, dopo aver garantito ad Azzolini che avrebbe inviato il ricorso a Enel, non si è più fatto trovare.
«A quel punto – prosegue – ho provato a telefonare ad Enel, ma non essendo un cliente mi sono sentito dire di rivolgermi al mio fornitore. Avvilito ho tentato un’ultima carta: il rientro in Enel. L’11 settembre 2014mi è arrivata una nota da Enel dove effettivamente veniva riconosciuto l’errore. Ma sulla nota c’era anche scritto che il mio fornitore Edison era stato avvertito e che, nelle successive fatturazioni, avrebbe dovuto restituirmi il maltolto. Eppure io pensavo di essere tornato in Enel da maggio. Ho telefonato: il referente Enel mi ha detto di non essere mai tornato in Enel, in quanto non bastava una telefonata. Lo stesso mi ha suggerito di restare in Edison fino a rimborso avvenuto e di mandare anche io la nota di Enel ad Edison. Mi sono messo il cuore in pace e ho aspettato, ma sia la bolletta Edison di agosto/settembre sia quella di ottobre/novembre erano ancora a prezzo pieno». Nella confusione totale, poi, un sms arriva sul cellulare di Azzolini: è Enel Energia che gli dà il benvenuto e gli comunica il codice cliente.
«Ma non mi era stato detto che una telefonata non bastava per rientrare? – si è chiesto – Poi io avevo scelto la “vera Enel” quella di maggior tutela. E poi a me Edison quando mi rimborsa il maltolto? Il 15 gennaio sono andato in banca e ho bloccato il pagamento della bolletta ottobre/novembre. Poi ho chiesto a Edison di farmi un conguaglio: sapevo di dover pagare tre mesi, ma ero a credito di 3336 chilowatt».
L’otto febbraio un nuovo sms spedito da Edison comunica ad Azzolini che «la sua richiesta è stata evasa». «Secondo i miei conti avrei dovuto dare a Edison 350 euro. Ma il 19 febbraio mi ha telefonato la Recus, una società di recupero crediti, per dirmi che dovevo pagare i 644 euro di ottobre/novembre. Ho fatto il bonifico». E dopo aver chiamato per l’ennesima volta Edison, Azzolini si è sentito dire che a suo carico non esiste alcun accredito: «Non so se tagliarmi le vene o mettermi a piangere».
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