Matrimoni religiosi, sempre numerose le cause “reggiane”
Il disagio psichico come prima motivazione per la nullità: molti procedimenti fra over 60 davanti all’ex Sacra Rota
REGGIO EMILIA. Calano vistosamente (-24%) le cause per chiedere la nullità del matrimonio davanti al Tribunale ecclesiastico regionale emiliano (l’ex Sacra Rota), ma questo dato lambisce solo Reggio Emilia-Guastalla (sono entrati 27 procedimenti rispetto ai 32 dell’anno prima).
Emerge inoltre che sempre più giovani chiedono, anche pochi mesi dopo l'atto, l'annullamento del matrimonio e ci sono anche casi di uomini over sessanta che vogliono lasciare la moglie per una giovane compagna. Questi i dati principali emersi ieri all'apertura – a Modena – dell'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico e tra le cause degli annullamenti sono in aumento esponenziale le "malattie della volontà".
Significa che molti non hanno più la consapevolezza di che significhi unirsi in matrimonio, tanto che tra i periti del tribunale subentra lo psicologo. Lo ha spiegato bene monsignor Vittorino Tazzioli, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico. In generale le cause entrate nel 2014 sono 111, 137 quelle pendenti dal 2013. In tutto 248 cause in calo rispetto alle 274 del 2013: 126 sono state definite con sentenza. Di queste 118 si sono concluse con la nullità: tra le cause 42 perché non si voleva prole, 65 per incapacità psichica, 38 per esclusione dell’indissolubilità (la parte nello sposarsi ammette dentro di sè la possibilità di divorziare qualora la vita coniugale dovesse fallire).
Sono in calo anche le consulenze di prima analisi che il Tribunale offre gratuitamente mentre successivamente i 32 avvocati delle parti in causa (tre quelli di Reggio) applicano il tariffario che la Cei ha deciso nel 2011: si va da 1.575 a 2.992 euro per il processo di primo grado e l'appello (con la possibilità anche del gratuito patrocinio nel caso di documentate difficoltà economiche). «E’ diminuito – ha aggiunto il vicario Tazzoli – il numero delle sentenze totali: avviamo una causa in una ventina di giorni, poi tutto si complica: quest'anno 49 le cause durate fino a un anno e 41 fino a due anni, mentre una si è allungata fino a tre anni e mezzo. Prevale l’egoismo». (t.s.-s.l.)
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