Gazzetta di Reggio

Reggio

«Meno lavoro e sempre più precario»

di Roberto Fontanili

La Cgil snocciola i dati: nel 2014 sono state perse 341 aziende, 34mila i disoccupati. «E il Job’s Act non crea posti»

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REGGIO EMILIA. «Il sistema produttivo reggiano anche nel 2014 ha mostrato un arretramento e una scarsa dinamicità». A dirlo ieri il segretario della Camera del lavoro reggiana Guido Mora che per il 2015 non vede segnali di ripresa, ma prevede un anno «nel quale anche con il Job’s act non ci sarà nuova occupazione aggiuntiva, ma solo una sostituzione di lavoratori». Alla Cgil in via Roma, a differenza di quanto accade nella sede di Unindustria, non si delineano scenari di ripresa per l’anno in corso e il giudizio sul primo anno di governo di Renzi, ha chiarito subito il segretario provinciale, «è negativo, con Reggio che non ha avuto alcun beneficio, né in termini di Pil, né di occupazione». Secondo i dati forniti ieri dalla Cgil, il nostro sistema produttivo nel 2014, ha continuato a mostrare un segno negativo: un aumento dei disoccupati, (+ 3.802 unità), un aumento delle imprese che hanno chiuso i battenti (4.040 a fronte di 3.699 nuove iscrizioni alla Camera di commercio) e l’aumento dei lavoratori che non possono più utilizzare gli ammortizzatori sociali e quindi sono a reddito zero. Per la Camera del lavoro il 2014 (il sesto anno consecutivo di crisi), consegna una fotografia della nostra provincia in cui crescono disoccupazione e precarietà e calo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e mobilità) «tutti segnali che fanno presagire un 2015 a tinte fosche».

I dati che Vanna Gelosini della segreteria provinciale Cgil ha illustrato sulla scorta dei dati di Camera di Commercio, Centri per l’impiego e Inps raccontano di una desertificazione produttiva che avanza con un aumento della disoccupazione su base annua che è cresciuta del 12.6% e portano il totale dei disoccupati a 33.903 (con un aumento del 125% rispetto al 2008). Nonostante il calo nel 2014 del ricorso agli ammortizzatori sociali (-29.6) delle aziende e dei lavoratori interessati (- 27.1%), dal 2011 a oggi sono stati circa 11mila l’anno i lavoratori coinvolti. Sempre nel 2014 sono state 7.970.629 le ore di cassa integrazione ordinaria erogate a 10.335 lavoratori di 224 aziende, mentre sono diminuiti di circa il 2% i nuovi contratti a tempo indeterminato (l’11.2% del totale) e sono in calo i contratti a tempo pieno a favore di quelli part time. Dall’intreccio dei dati del 2014 con quelli a partire dal 2009 emerge inoltre che le ore cassa integrazione ordinaria erogate sono state oltre 66milioni e che sempre nello stesso periodo, a fronte di 55.597 espulsi dal mondo del lavoro ne sono entrati 51.564 e che infine se nel 2008 sono stati avviati al lavoro 64.975 unità, nel 2014 sono stati 51.564, ovvero 13.411 persone in meno.

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