La storia e la cultura della vecchia Reggio Emilia nelle foto di Renzo Vaiani
Un libro raccoglie centinaia di scatti del grande artista che raccontano come Reggio Emilia si preparava al futuro non dimenticando le proprie radici
REGGIO EMILIA La storia di Reggio tra memoria e lavoro. Storia di una città che nasce, cresce, cambia e che forse dimentica. Storia e storie che restituiscono significati e dignità a luoghi, persone, che raccontano la quotidianità così come le trasformazioni e i momenti storici della città e della provincia, visti con gli occhi del curioso e del professionista dell'immagine.
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Nel centenario della sua nascita, Renzo Vaiani è ricordato attraverso i suoi splendidi scatti, presi tra gli anni '30 e il 1985. Il padre, Mario, fu il primo ad aprire uno studio fotografico in città in corso Cairoli, dove il figlio Renzo fu apprendista fin dalla tenera età, proseguendo il suo lavoro nella nuova sede di Galleria San Rocco fino al 1985.
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Uno sguardo che tocca le molteplici anime di Reggio: dalle Officine Reggiane alle Latterie Giglio, dalla Gioventù italiana del Littorio al primo anniversario della Liberazione, passando per la guerra, le prime elezioni repubblicane, la costruzione del Palazzo dello sport, l'ospedale, il grattacielo di piazza Tricolore, l'Isolato San Rocco. Reggio cambia e si affaccia nella modernità.
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Uno sguardo dall'alto a cui si affianca però un'osservazione dal basso, da uomo della strada, che ama seguire le fatiche degli stradini, le trattative dei mercanti di bestiame in piazza Prampolini, che si fa conquistare dalla bellezza romantica delle vecchie insegne cadenti; e ancora le corse nel Po, l'alluvione del 1951 nella Bassa, il Giro d'Italia, la raccolta del fieno e del grano, l'Appennino coperto di neve e i Maggi.
Come scrive la nipote Elena Vaiani, accanto al valore storico e documentario, «le fotografie hanno una notevole forza evocativa, di luoghi perduti e ritrovati, di personaggi e di strade che abitano nei ricordi di una comunità, di mestieri scomparsi, di un paesaggio familiare».
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Un paesaggio che è tale e allo stesso tempo profondamente altro perché figlio di un'altra Reggio che non c'è più o ha complicato la propria identità di città laboriosa e portatrice di una precisa memoria storica. Forse è proprio da questo meraviglioso sguardo al passato che Reggio dovrà ripartire per tracciare le coordinate del proprio futuro.
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