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Rubate le offerte alla mensa dei poveri

Rubate le offerte alla mensa dei poveri

Ladri nel vescovado, aperta la cassetta di sicurezza: spariti 80 euro. La presidente: «Segno del degrado della mia città»

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REGGIO EMILIA. I ladri non risparmiano nemmeno la mensa del vescovo. Domenica, infatti, il piccolo ufficio della mensa posta in via del Vescovado, in pieno centro a Reggio, è stato visitato da qualcuno che ha aperto la piccola cassetta di sicurezza impossessandosi delle offerte frutto di una raccolta parrocchiale. «Pochi soldi, circa 80 euro, ma questo gesto mi ha molto disturbata e avvilita - spiega Mariachiara Visconti, presidente della mensa - Ci diamo da fare senza risparmiarci, per aiutare il prossimo. I soldi che hanno rubato servono per pagare parte dei 380 pasti che serviamo ogni giorno grazie all’impegno dei nostri volontari. Un fatto come questo mi ha molto turbata».

Il colpo, denunciato ora ai carabinieri di Reggio Emilia, è avvenuto probabilmente nella serata di sabato. Al suo arrivo, la donna delle pulizie ha trovato aperta la porta del cortile dove abita il vescovo Massimo Camisasca. Non ci sono segni di effrazione, la chiave era nascosta sopra una finestra interna, come di consuetudine. Chi l’ha trovata sapeva quindi dove andare a cercare. La cassetta di sicurezza era riposta al primo piano del palazzo della curia, dove c’è uno spogliatoio e l’ufficio. Al ladro è bastato salire la scala e servirsi. «Al di là del danno materiale, quello che fa pensare è che una istituzione, rivolta ogni giorno ad aiutare chi ha bisogno, sia stata oggetto di un simile atto - dice Visconti - Ciò mi ha profondamente addolorata perché è un ulteriore segnale di quello che sembra un inarrestabile degrado di questa mia amata città».

Sull’episodio stanno indagando i carabinieri per riuscire ad arrivare ai responsabili, compito non facile non essendo state lasciate tracce evidenti. La struttura cucina e serve circa 2mila pasti la settimana, con un picco di 400 persone ai tavoli raggiunto durante gli arrivi dei migranti dell’operazione Mare Nostrum. A rendere possibile l’attività per i meno abbienti sono i 30 volontari che lavorano dal lunedì al venerdì per preparare il pranzo. I pasti serali e durante i festivi vengono offerti invece dai frati cappuccini e dalla Caritas. Ad dare man forte ci sono anche gli studenti delle scuole Secchi e Scaruffi, impegnati nei servizi insieme agli insegnanti di religione. «Prepariamo circa 50 chili di pasta al giorno, altri 40 chili di carne quando c’è - racconta la presidente - Siamo fortunati perché molti degli alimenti ci vengono regalati tramite il recupero delle eccedenze alimentari dai negozi. Così abbiamo insalata, verdura, frutta, senza dimenticare le iniziative come il banco alimentare. Ciò non toglie che rubare le nostre offerte è stato davvero un brutto gesto. Noi andiamo avanti anche grazie a quelle donazioni». (e.l.t.)

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