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Al vaglio dei giudici della Corte dei conti le mafie negli enti

Al vaglio dei giudici della Corte dei conti le mafie negli enti

Faro sulle amministrazioni da parte dei magistrati contabili alle prese però con una «carenza cronica di personale»

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BOLOGNA. Il fenomeno delle infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna sono ormai «un’emergenza». Ad accendere i riflettori sul rischio delle amministrazioni “infette” - anche se per ora non ci sono evidenze accertate - è stato il procuratore regionale, Salvatore Pilato, che ieri a margine dell'inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, a Bologna, si è soffermato a parlare del tema mafie anche alla luce dei risultati dalla recente operazione Aemilia della Dda regionale. «C’è una forte attenzione su queste dinamiche di infiltrazione criminale- dice Pilato- c'è un monitoraggio molto serrato sui rischi di infiltrazione. Sicuramente è un settore che richiede un rafforzamento delle strategia investigative e un forte raccordo con la sezione di controllo», prosegue il magistrato.

Di per sè i giudici contabili non hanno giurisdizione per quanto concerne i reati per mafia. Certo è che un controllo più serrato su gare, appalti, incarichi e assegnazioni potrebbe portare ad un incrocio investigativo virtuoso da affiancare alle indagini della Dda.

L'attenzione, quindi, c'è tutta. La presenza della criminalità organizzata all'interno delle amministrazioni pubbliche «è un fenomeno sul quale c'è un forte riflettore acceso, ma le valutazioni finali richiedono maggiore attenzione, affermare che le amministrazioni sono infiltrate a mio parere è un passo in avanti troppo spinto», dice ancora il procuratore Pilato.

L’unico fatto certo, al momento, sono le carenze di organico lamentate ieri. «La già cronica carenza di personale, amministrativo e di magistratura, che da sempre affligge il nostro istituto, ha assunto profili di drammaticità» ha detto il presidente della Sezione giurisdizionale, Luigi Di Murro. Inoltre lo stop alle nuove assunzioni e «la lunghezza dei tempi necessari per l'espletamento dei concorsi pubblici per la copertura dei posti non soggetti al blocco lascia facilmente prevedere un lungo periodo di ipofunzionalità degli uffici con le evidenti ripercussioni sulla durata dei giudizi».

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