Altro blitz al bar-trattoria spariscono le slot machine
Vetto, il gestore: «Ho visto i ladri e volevo scendere, mia madre mi ha trattenuto» Ritrovati lungo l’Enza i videopoker e il furgone usato per il colpo, rubato a Ciano
VETTO. Un’altra notte di, purtroppo, sempre più ordinario, ladrocinio. Questa volta ai danni di un esercizio commerciale di Buvolo: l’ultimo di una serie. Anche questo piccolo angolo di mondo incastonato tra le belle colline reggiane, infatti, non viene risparmiato. Più di molte parole dice il racconto di chi è vittima di tante “attenzioni”.
Ihor Bonchuk, 25enne di nazionalità ucraina, da tutti conosciuto come Sergio, ha avviato dall’aprile scorso la nuova gestione dell’Antica Trattoria Impero di via Buvolo, ristorante, bar e hotel. Proprio qui i ladri l’altra notte – tra mercoledì e ieri – hanno messo a segno il furto prendendo di mira le slot. Nel bar annesso al locale infatti, almeno fino a ieri notte, c’erano due videopoker, agganciate tra loro con corde e un palo in ferro.
La banda, una volta entrata, le ha prese e portate via così come erano. Ad agire almeno quattro persone. Il colpo deve essere durato una manciata di minuti. Questo il racconto di Bonchuk che vive nel piano sopra la trattoria insieme alla mamma. «Erano le 2.45 quando un rumore mi ha svegliato – dice –. Ho capito subito di che cosa si trattava. Mi sono affacciato alla finestra e quelli stavano già caricando sul furgone le macchinette. Non sono riuscito a scendere in tempo».
A fermare l’impulso di Ihor Bonchuk, più che comprensibile, ma che avrebbe potuto avere delle conseguenze molto pericolose per il giovane, ha pensato la madre. «Era spaventatissima. Appena ha visto quali erano le mie intenzioni, mi ha trattenuto», spiega.
«Dalla finestra – prosegue il racconto il 25enne – ho visto tre persone. Una quarta era al volante. Non avevano niente davanti al volto, ma erano tutti con il cappuccio o il cappellino. Sono riuscito a prendere il numero di targa. Poi ho saputo che il furgone che usavano l’avevano rubato poco prima a Ciano».
Lo stesso mezzo e le slot ormai svuotate Bonchuk le rivedrà qualche ora dopo, alle porte di Canossa, insieme ai carabinieri lungo una strada sterrata, in prossimità delle sponde dell’Enza. Qui, dopo il furto al suo locale, la banda ha compiuto lo scasso con tutta calma. E con gli arnesi trafugati da un vicino ripostiglio per gli attrezzi. A dare l’allarme per il ritrovamento proprio il proprietario della baracca che, tra l’altro, ha anche riconosciuto subito il furgoncino: era il mezzo di un suo amico del paese appena derubato.
Nelle slot non doveva esserci troppo contante se, come riferisce Bonchuk, erano state svuotate un giorno prima. Il danno al locale però non è indifferente: una porta spaccata e il pavimento segnato per il trascinamento delle macchinette fino all’uscita. «Cosa fare? – dice il titolare – Niente. La porta l’abbiamo sistemata già e ora continuiamo a lavorare».
Il ragazzo parla di una serie di tentativi di furto subìti: «Una volta si sono spaventati perché hanno visto arrivare delle persone e sono scappati. Una volta li ho spaventati io, affacciandomi alla finestra e urlando. Poi due giorni fa sono andati da un vicino e gli hanno rubato un furgoncino. Qui hanno provato ma non ci sono riusciti...».
A fare male e lasciare un ulteriore segno ora è la paura.
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