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Dopo “spese pazze” sanatoria in arrivo anche per Bonaccini

Dopo “spese pazze” sanatoria in arrivo anche per Bonaccini

BOLOGNA. L'atteggiamento della Procura della Corte dei conti nei confronti dei consiglieri regionali a cui sono state contestate spese inferiori ai 5mila euro «è consuetudinario, nulla di speciale o...

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BOLOGNA. L'atteggiamento della Procura della Corte dei conti nei confronti dei consiglieri regionali a cui sono state contestate spese inferiori ai 5mila euro «è consuetudinario, nulla di speciale o derogatorio, è una prassi diffusa su tutto il territorio nazionale». Lo ha detto ieri il procuratore regionale, Salvatore Pilato, a margine dell' inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei conti, riferendosi al provvedimento per i consiglieri regionali che pagheranno il 40% degli addebiti contestati dalla procura per i rimborsi chiesti e ottenuti dai gruppi nel 2012. Tra i nomi dei politici c'è anche quello dell'attuale presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al quale sono contestate spese per circa 3.000 euro. Bonaccini è stato inoltre recentemente archiviato nell'inchiesta penale sui fondi della Procura ordinaria, che però vagliava il periodo giugno 2010-dicembre 2011. «È un procedimento contemplato dal codice di rito, anche se è un codice che attende una riforma strutturale, è un procedimento disciplinato - ha spiegato Pilato - per importi inferiori ai 5mila euro: le parti a cui viene notificato l'atto di citazione hanno la facoltà di pagare un importo e definire il giudizio. Su importi inferiori ai 5mila euro la procura non ha mai adottato atteggiamenti contrari, perché sono misure deflattive del carico giudiziario, quindi un piccolo importo si riscuote e immediatamente c'è un'entrata nell'interesse del bilancio pubblico».

Intanto, nella relazione annuale della Corte dei Conti in Regione, è segnalato un aumento costante dal 2009 a oggi delle denunce di reati commessi da amministratori e dipendenti pubblici ai danni delle casse pubbliche. Dal 2013 al 2014 l'aumento percentuale è «lieve», osserva Pilato, dal momento che le istruttorie riguardanti reati commessi da amministratori e dipendenti pubblici ai danni della pubblica amministrazione sono aumentate da 84 a 91, ma se si guardano gli ultimi quattro anni (e anche qualcuno in più) si registra «un palese incremento percentuale progressivo».

Le istruttorie della procura regionale della Corte dei Conti, infatti, sono state 14 nel 2009, 43 nel 2010, 67 nel 2011, 88 nel 2012, 84 nel 2013 e 91, appunto, nel 2014. Tra le tematiche che hanno maggiormente assorbito le energie dei magistrati della procura regionale ci sono «le società pubbliche, le frodi e irregolarità comunitarie», spiega Pilato al termine della cerimonia, ma anche la «gestione delle spese dei gruppi consiliari», filone su cui «si sono avute le prime risposte». La procura regionale ha infatti citato a giudizio i 42 consiglieri regionali relativamente all’inchiesta “spese pazze”, chiedendo sequestro conservativi per un totale di 1,2 milioni di euro.

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