Frigoriferi del market troppo rumorosi, i vicini risarciti dal titolare
Diecimila euro di danni alla coppia che vive nell’abitazione sovrastante. Una battaglia legale durata 8 anni: il punto-vendita nel frattempo ha già chiuso
GUASTALLA. I frigoriferi di quel market erano effettivamente troppo rumorosi di notte, da qui l’obbligo del titolare (Luigino Mirandola che vive a Viadana, nel Mantovano) di risarcire la coppia (Stefano Battini ed Elisabetta Bagnoli) che risiede nell’appartamento sovrastante in via Moscardini, nella frazione guastallese di San Giacomo.
Un braccio di ferro legale durato ben 8 anni e da allora il supermercato “Ok Sigma” ha chiuso i battenti (nell’estate 2013) ma la causa civile, pur avanzando faticosamente – fra sospensione delle udienze per il terremoto 2012 e spostamento del processo dalla sede giudiziaria di Guastalla a quella di Reggio Emilia – è approdata di recente alla sentenza emessa dal giudice Chiara Zompi.
I coniugi – che abitano ancora lì e sono stati tutelati in questa lunga disputa giudiziaria dall’avvocato Sandro Gallusi – avevano cominciato a lamentarsi per quei rumori nel cuore della notte a partire dal 2007. Per marito e moglie quel fastidio poteva essere legato ai motori dei frigoriferi del market sottostante, ma non fidandosi delle proprie impressioni chiedevano un intervento dell’Arpa. Ma dei rilievi conclusisi nell’estate di quell’anno con una relazione inviata al Comune non sapranno mai niente.
Passano i mesi e per la coppia, però, la situazione non cambia, da qui la richiesta di un accertamento tecnico che tagli la testa al toro: rilievi super partes che “dicono” come di notte i rumori vanno oltre la soglia prevista per legge, con l’aggiunta – suggerita dai tecnici incaricati – della possibilità di un intervento dai costi non eccessivi (sui 1.500 euro) per rimettere le cose a posto. Siamo nell’agosto 2008.
Tutto finito? Macché. I coniugi si convincono che il gestore del market è rimasto sulle sue posizioni non applicando le modifiche consigliate e partono allora all’attacco con una causa civile per far cessare quei rumori che considerano molesti e per ottenere il conseguente risarcimento-danni per quanto sopportato. Durante il processo spunta la relazione del 2007 dell’Arpa che conferma i rumori oltre la soglia di legge già a quel tempo.
Il frastuono si risolverà nel luglio 2013 per cause diverse (Mirandola chiude infatti l’attività commerciale) ed ora che si trattasse di rumori intollerabili lo dice anche il giudice civile che ha condannato il titolare del punto-vendita a risarcire i coniugi per complessivi diecimila euro.
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