Interpuls, qui nascono gli impianti di mungitura
Trenta i brevetti registrati negli ultimi cinque anni dall’azienda di Albinea Inaugurato qualche settimana fa il nuovo centro logistico di 2 mila metri quadri
ALBINEA. Trenta, trentasette, ottantacinque, duemila. I numeri dell’Interpuls, azienda albinetana leader nell’ideazione, progettazione e produzione di impianti per mungitura, stupiscono.
Trenta, come i brevetti registrati negli ultimi cinque anni. Uno di questi, l’iCalve 101 – un sensore applicabile sulla coda della bovina gravida in grado di trasmettere informazioni all’allevatore fino a mezz’ora prima del parto - premiato alla fiera AgroFarm di Mosca come miglior invenzione nel settore per il 2015.
Trentasette, come l’età media degli 85 dipendenti.
E 2000, come i metri quadrati del nuovo centro logistico inaugurato appena qualche settimana fa.
«Una struttura ecosostenibile – spiega il responsabile della logistica Riccardo Pedroni – dotata di 170 pannelli fotovoltaici e totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico. Struttura che garantirà maggiore velocità, precisione, efficacia ed efficienza nella preparazione ed evasione degli ordinativi».
L’Interpuls, fondata nel 1974 da Luigi Ligabue, è una realtà affermata ormai a livello globale. I pulsatori elettronici e pneumatici rappresentano il core business, circa il 30% del fatturato.
«Tutto è partito da un’idea di mio padre – spiega Beatrice Ligabue, attuale presidente – che fondò una piccola impresa a dimensione familiare. Il vero salto di qualità è arrivato in realtà già negli anni ’90 grazie a una crescita che ha seguito principalmente tre direzioni: riorganizzazione interna, sviluppo prodotti ed esplorazione di nuovi mercati. Con l'abolizione delle quote latte - aggiunge Ligabue - si assisterà a una maggiore liberalizzazione e una conseguente necessità, da parte degli allevatori, di ridurre spreco di tempo e risorse». Mercati, si diceva. Che non sono pochi. «Attualmente operiamo in oltre settanta paesi - conferma Beatrice Ligabue -. Dalla Russia all’estremo Oriente, dall’Europa all’intero continente americano».
Tra le particolarità dell’azienda albinetana anche la presenza di commerciali esteri madrelingua.
E ancora una volta non si tratta assolutamente di una casualità quanto di una scelta precisa e funzionale.
«Questa scelta – sottolinea infatti il direttore generale Gabriele Nicolini – porta a riuscire a comprendere al meglio le vere esigenze dell’allevatore in loco ed offrire un servizio ad hoc. D’altra parte l’export rappresenta per noi oltre il 90% del fatturato ed è fondamentale offrire soluzioni competitive e di qualità».
E sul nuovo centro logistico Nicolini aggiung e conclude: «Non abbiamo mai smesso di investire, su tutti i fronti senza mettere da parte alcuna voce: persone, ricerca e asset. Siamo sicuri che questa nuova struttura rappresenti un ulteriore tassello nel nostro processo di continua crescita».
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