Ecco i soldi per le due frane, ma ora è impossibile intervenire
Da gennaio la provinciale 7 Pratissolo-Felina è chiusa al traffico ma neve e piogge rendono impossibile i lavori di ripristino della parete. La Protezione civile stanzia 110mila euro, 70mila per la frana di Monte Lusino (Baiso) e 40mila per quella della Vecchia di Vezzano
BAISO. L’Agenzia regionale di Protezione civile ha approvato due distinti finanziamenti per interventi di somma urgenza alla Vecchia di Vezzano sul Crostolo (40.000 euro) e a Monte Lusino di Baiso (altri 70.000 euro), dove da fine gennaio una frana ha costretto la Provincia di Reggio Emilia a chiudere al transito la Sp 7 Pratissolo-Felina.
Nel dettaglio, i 40mila euro di fondi regionali assegnati al Comune di Vezzano riguardano la frana riattivatasi alla Vecchia, che rischia di interrompere la statale 63, una strada strategica per i collegamenti e le attività di soccorso da Reggio verso i comuni di Casina, Castelnuovo Monti e Carpineti. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10926422:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/23/news/si-muove-ancora-la-frana-della-vecchia-1.10926422]]
Sempre a Vezzano - dove il sindaco Mauro Bigi ha ritenuto necessario mantenere attivo sino al rientro dell’emergenza il Centro operativo comunale (Coc) di Protezione civile allestito in municipio – desta preoccupazione anche la frana attivatasi in via Roma Sud, nel centro del paese. Ieri la Protezione civile della Provincia di Reggio ha compiuto un sopralluogo, predisponendo i monitoraggi: confermata l’evacuazione dell’abitazione centrata dallo smottamento.
Altri 70mila euro sono stati inoltre concessi dall’Agenzia regionale di Protezione civile – in aggiunta agli 80.000 euro stanziati nelle scorse settimane – alla Provincia di Reggio Emilia per il ripristino urgente della Sp 7, interrotta in località Monte Lusino di Baiso, poco dopo il ponte sul rio Spigone. Dopo la neve e il successivo scioglimento, le ultime, insistenti piogge hanno infatti aggravato ulteriormente la situazione. Il terreno è argilloso e completamente inzuppato d’acqua, sulla strada continua a scendere fanghiglia molto liquida di difficile asportazione e il versante è ancora assolutamente instabile.
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Anche il sopralluogo compiuto l’altro giorno da Provincia e impresa insieme a un esperto, un ingegnere geotecnico di Verona, ha confermato la gravità e la complessità della situazione: fino a quando il terreno non si sarà seccato e il versante stabilizzato, sarà dunque impossibile (oltre che pericoloso) intervenire.
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