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Laboratorio tessile cinese messo sotto sequestro

di Andrea Vaccari
Laboratorio tessile cinese messo sotto sequestro

Blitz della polizia municipale e dei tecnici Asl: niente riscaldamento né uscite di sicurezza, trovate bombole di gpl e impianto elettrico non a norma

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BRESCELLO. Al suo interno gli operai lavoravano in condizioni assai precarie, senza uscite di sicurezza e con un impianto elettrico non a norma e quindi altamente pericoloso. Per questo gli agenti del corpo unico di polizia municipale Bassa Reggiana hanno provveduto – in concerto con il servizio Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Asl Reggio Nord – al sequestro preventivo di un laboratorio tessile di via Cisa a Brescello, e hanno trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Reggio.

La pattuglia, formata dall’ispettore Gian Luca Cavallari e dall’assistente Rubes Codeluppi – coordinati dal comandante dell’ambito Ovest Davide Grazioli – venerdì mattina è entrata in azione, dopo un sopralluogo durante il quale erano state impartite dagli agenti precise istruzioni alla titolare del laboratorio, una donna di cittadinanza cinese.

Queste prescrizioni sono però andate totalmente disattese, e per questo motivo la Municipale ha provveduto al sequestro. All’interno dell’opificio – dove lavoravano tre operai – non erano infatti presenti estintori, uscite di sicurezza e riscaldamento, mentre l’impianto elettrico era privo del certificato di conformità e nell’ambiente erano presenti anche bombole di gpl, tutte condizioni di altissima pericolosità per i dipendenti, nonché per le abitazioni vicine.

Nelle prossime ore è prevista inoltre un’apposita ordinanza del sindaco affinché vengano ripristinate tutte le destinazioni d’uso non conformi e prive dei requisiti igienico sanitari, contestualmente all’iter dell’autorità giudiziaria competente.

Proprio lo stesso laboratorio era stato oggetto anni fa di diversi controlli da parte dei carabinieri di Brescello, in occasione dei quali scattarono sette denunce e il fermo di cinque clandestini.

«La configurazione del Corpo di polizia municipale Bassa Reggiana (entrato in funzione il primo gennaio, ndr) in ambiti che comprendono due o più presidi – spiega Grazioli – permette di avere il personale più presente e operativo su ogni Comune, intervenendo tempestivamente a ogni richiesta dei cittadini. Questa configurazione ci permette infatti di avere un front-office immediato e costante con il cittadino, ribadendo oltremodo l’ottima sintonia operativa con i carabinieri».

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