Il Parma Calcio deve 130 mila euro a ditta di Reggio
Per lavori al Centro sportivo di Collecchio. Ritirata l’istanza di fallimento: «Non si vuole infierire sui giocatori e dipendenti»
REGGIO EMILIA. La voragine milionaria in cui è sprofondato il Parma Calcio tiene banco negli ultimi giorni, ma un’importante azienda reggiana sapeva da parecchio tempo (almeno da un lustro) d’aver a che fare con una società di serie A divenuta un autentico “gigante d’argilla”.
Suo malgrado, l’impresa di Reggio – tutelata dall’avvocato Gian Piero Terenziani – ha dovuto infatti seguire da vicino tutti i “passaggi” di questa via crucis parmigiana: dai primi scricchiolii economici del presidente bresciano Tommaso Ghirardi alla cessione del club, in dicembre, al misterioso gruppo con sede a Cipro (e dietro cui vi sarebbe stato il discusso petroliere albanese Rezart Taci), infine l’ormai famoso acquisto per un euro ai primi di febbraio della società calcistica da parte di Giampietro Manenti.
Sul “piatto reggiano” lavori per circa un milione di euro, eseguiti per conto di due facce della stessa medaglia calcistica ducale: il Parma Football Club (per interventi sui 600mila euro nello stadio Tardini) e la Eventi Sportivi spa con sede a Brescia (per la controllante del Parma Fc vennero sistemati alcuni impianti per circa 400mila euro di quell’autentico fiore all’occhiello che è il centro sportivo di Collecchio in cui s’allenano la prima squadra gialloblù e le giovanili).
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Lavori tutti completati, ma il cui pagamento si trasformerà per l’azienda di Reggio in un autentico calvario, senza farsi mancare nulla: incontri a muso duro, bonifici mai arrivati, decreti ingiuntivi, precetti, transazioni, piani di rientro a go go, istanze di fallimento (per lo più minacciate, ma una anche presentata e poi ritirata).
Partiamo dal caso delle opere di ristrutturazione allo stadio Tardini: ci sono voluti anni per arrivare al pagamento “sforbiciato” dell’importo da parte del Parma Fc (ai tempi con Pietro Leonardi – ex dirigente della Reggiana – come amministratore delegato). Ben più “sudato” il versante-centro sportivo di Collecchio che ancora tiene in apprensione l’impresa di Reggio, perché mancano all’appello 130mila euro, nonostante Ghirardi, amministratore unico di Eventi Sportivi, avesse assicurato nell’agosto scorso di poter onorare l’ultima transazione sottoscritta (invece arriverà solo un bonifico, in ritardo, di 10mila euro, poi il buio).
Anche con l’arrivo di Taci (il contatto della ditta reggiana sarà con suo nipote) il credito rimarrà inalterato, perché si chiede di attendere il 15 febbraio perché da quel momento sarebbero giunti i soldi, invece – a sorpresa – il club parmigiano finisce a Manenti. A quel punto si prova la strada dell’istanza di fallimento, poi ritirata (ne sono comunque rimaste altre e il 19 marzo si terrà, l’udienza in tribunale a Parma). Il perchè di questo dietrofront lo spiega l’avvocato Terenziani con una punta d’ironia: «Anche se i tifosi granata non saranno contenti – dice – non vogliamo infierire sul Parma, per salvare gli stipendi dei dipendenti e dei giocatori del club. Cosa faremo? Aspettiamo gli eventi».
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