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Parte l’inchiesta, impianto sotto sequestro

Parte l’inchiesta, impianto sotto sequestro

La prima ipotesi: che il lavoratore sia stato trascinato dai vestiti sotto il rullo che schiaccia la ghiaia

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REGGIO EMILIA. L’impianto di via Cave Convoglio, teatro della tragedia, è sotto sequestro. Il magistrato titolare dell’inchiesta, la dottoressa Claudia Ferretti della procura di Modena, ha fermato tutto per consentire tutti gli accertamenti necessari alla ricostruzione della dinamica del tragico incidente sul lavoro. La prospettiva è l’inevitabile apertura di un fascicolo per omicidio colposo: un passaggio obbligato per poter iniziare tutte le indagini, e le perizie, necessarie a mettere in fila i fatti di giovedì sera.

Quello che si sa ora lo riferiscono i colleghi di lavoro: quelli che hanno dato l’allarme quando alla fine del loro turno, si sono accorti che nel parcheggio dell’azienda di Marzaglia Nuova c’era ancora la vettura di Ennio Morciano. Ma lui, che aveva finito già da tempo, non avrebbe dovuto essere lì. Lo hanno cercato. E quando sono arrivati all’impianto dove stava intervenendo per la manutenzione hanno fatto l’atroce scoperta: il suo corpo dilaniato dalla macchina. La prima ipotesi è che possa essere stato trascinato dal rullo dopo essere stato agganciato ai vestiti. Oppure, che abbia avuto un malore.

Di fatto, nessuno ha sentito grida o richieste di aiuto. Nessuno si è reso conto di quanto avveniva nell’impianto di lavorazione e produzione della ghiaia. Al lavoro, al frantoio, anche ieri la Medicina del lavoro di Modena.

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