Patteggia un anno per il furto e le botte dentro all’Oviesse
EMILIA. Da rapina impropria a tentata rapina con conseguente ridimensionamento del patteggiamento. E’ quanto deciso ieri mattina dal giudice Dario De Luca sui fatti del 3 febbraio scorso all’interno...
EMILIA. Da rapina impropria a tentata rapina con conseguente ridimensionamento del patteggiamento.
E’ quanto deciso ieri mattina dal giudice Dario De Luca sui fatti del 3 febbraio scorso all’interno dell’Oviesse di via Emilia San Pietro. Un tacchegio a dir poco “movimentato”, tanto che la responsabile– la marocchina Amal Benlahbil – una volta scoperta, a causa della sua reazione violenta era stata poi arrestata. Avendo ritenuto di dequalificare il reato, il giudice De Luca ha “limato” il patteggiamento, già concordato fra l’avvocatessa Federica Bassissi (che difende la nordafricana) e la procura. Così si è passati da un anno e mezzo a un anno e 20 giorni di reclusione (pena sospesa). Con la sentenza è caduto, per la giovane, divieto di allontanamento da Reggio Emilia.
Nel pomeriggio del 3 febbraio Benlahbil – marocchina residente in città e già nota al personale dell'esercizio commerciale per vari furti commessi in passato - era entrata mescolandosi ai clienti. Il personale addetto alla vigilanza l'aveva subito riconosciuta e decideva di tenerla d'occhio. Dopo aver selezionato due maglie e un cappello, la giovane si era diretta verso i camerini per provare i capi. Ma quando era uscita aveva in mano solo un copricapo. Appurato che la merce non era stata lasciata all'interno del camerino, il vigilante aveva tentato di fermarla assieme a una commessa, ma la donna iniziava a spingere e a inveire contro di loro aggredendoli. A farne le spese erano stati lui, la commessa e la direttrice del negozio. Solo l'intervento delle Volanti aveva riportato la calma.
La donna era stata arrestata per tentata rapina, mentre il vigilante aggredito si era fatto medicare al pronto soccorso (per lui una prognosi di 5 giorni per le escoriazioni riportate). I capi erano stati privati dell'antitaccheggio e nascosti sotto i vestiti: in pratica li aveva indossati uno sull'altro.(t.s.)
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