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Provincia senza soldi, fermo il cantiere Secchi

di Luciano Salsi
Provincia senza soldi, fermo il cantiere Secchi

Gli ultimi tagli effettuati dal governo mettono a rischio anche gli altri progetti Grazie alla collaborazione con l’Università è salvo il progetto “Tutor”

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REGGIO EMILIA. La "buona scuola" è al primo posto nell'agenda del governo Renzi. Ma i tagli alle Province che hanno ancora competenza sulla scuola, rischiano di vanificare i buoni propositi del premier. E' un quadro sconsolante, che il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, e la vicepresidente con delega alla scuola, Ilenia Malavasi, hanno illustrato ai dirigenti scolastici reggiani alla presenza di Silvia Menabue, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale.

Il punto più dolente è la nuova sede dell'istituto per geometri Secchi in via Fratelli Rosselli, destinata a completare il Polo scolastico della terra accanto allo Zanelli e al Motti. Esiste il progetto ed è stata indetta la gara. Sono venuti a mancare, però, i 3,8 milioni di euro preventivati per il nuovo edificio. Quindi il Secchi dovrà rimanere nella vecchia sede di via Makallè, che peraltro è già occupata per metà dall'attiguo liceo Canossa, facendo saltare il piano che prevedeva di destinarla al Pascal, mentre il Nobili avrebbe avuto il blocco del cosiddetto "ospedale".

In via Fratelli Rosselli, poi, mancheranno le nuove aule che potrebbero essere utilizzate anche dal Motti in grande espansione. «Alla nostra provincia - spiega Manghi - sono stati sottratti dal bilancio 2015 ben 21 milioni sui 53 dell'anno scorso. I tagli, che per giunta dimezzano il personale, ci impediscono di fatto ogni attività. La nuova sede del Secchi è per noi un'opera prioritaria insieme al secondo stralcio della variante stradale di Ponte Rosso. Per realizzarla dobbiamo contare sugli introiti della vendita del magazzino ex-Car a San Maurizio e di palazzo Trivelli nel centro di Reggio, oltre che delle azioni dell'Autobrennero».

Ci sono concrete speranze, invece, per la messa in sicurezza del liceo Chierici, in via Leopoldo Nobili: «Avevamo a disposizione - riferisce Manghi - due milioni e mezzo, che sono stati bloccati dal patto di stabilità. Chiederemo di poterli utilizzare nel prossimo incontro con il Governo, che ha dichiarato di volersi impegnare per l'adeguamento degli edifici scolastici alle norme di sicurezza».

Le ristrettezze finanziarie saranno superate, invece, grazie alla collaborazione con l'università per la ripresa del progetto Tutor, sospeso quest'anno per la mancanza dei circa 200mila euro necessari. Dal prossimo anno scolastico il dipartimento di formazione primaria metterà a disposizione gli studenti tirocinanti come tutor degli alunni disabili.

C'è infine il problema della manutenzione degli edifici, della dotazione dei laboratori e della connettività della banda: «Sono esigenze reali - ammette Ilenia Malavasi - per le quali abbiamo solo centomila euro. Abbiamo invitato i dirigenti a coordinarsi».

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