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Sicrea, ancora cassa integrazione per 224 e porte aperte a Coopsette

di Enrico Lorenzo Tidona
Sicrea, ancora cassa integrazione per 224 e porte aperte a Coopsette

Rinnovo con sistema a rotazione per 12 mesi concessi a tutti gli ex di Cmr e Orion Dopo l’acquisizione di Cdc (Modena) prende piede l’aggregazione con Coopsette

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REGGIO EMILIA. Ancora 12 mesi di cassa integrazione per 224 lavoratori, un ombrello che verrà ufficialmente aperto all’inizio della prossima settimana per dare respiro ai lavoratori delle ex coop di costruzioni Cmr di Reggiolo e Orion di Cavriago. Due marchi simbolo dell’edilizia reggiana messi in soffitta e confluiti nel gruppo Sicrea, società di capitali che funge da holding dentro la quale sono confluite le cooperative del settore stritolate dalla crisi industriale e finanziaria.

Sicrea, infatti, è la faccia “pulita” del mondo delle coop delle costruzioni, newco creata per ripartire senza il fardello dei debiti - 80 milioni Orion, altri 150 l’ex Cmr, lasciati in capo alle vecchie società - e che ha rilevato i diversi rami d’azienda inserendo in portafoglio le commesse a più alto valore aggiunto, quelle che andavano salvate dai crac, segnando un solco rispetto al passato anche se tra molte polemiche.

Una strategia in divenire per Sicrea: dopo la recente acquisizione della Cdc di Modena, il gruppo guidato da Luca Bosi pensa ora ad allargare la famiglia, puntando all’aggregazione con Coopsette. Le premesse ci sono tutte ma non si tratta certo di un assolo nonostante la crescita delle quotazioni di Bosi (39 anni), messo a capo della operazione Sicrea e considerato il golden boy della cooperazione reggiana, al vertice ora anche di salotti buoni come Boorea e altre società minori.

La fusione tanto annunciata a inizio 2014 tra Coopsette e Unieco in Unisette è rimasta al palo. Troppe difficoltà da risolvere - guai giudiziari compresi - al netto delle maxi ristrutturazione dei debiti in corso delle due grandi coop delle costruzioni.

Le prime prove di un potenziale matrimonio con Sicrea sono già stata celebrate quando Coopsette si è aggiudicata l’appalto per costruire in Algeria un ospedale da 120 posti letto. Insieme all’azienda guidata da Fabrizio Davoli c’erano proprio Unieco e Sicrea, ciascuna delle quali partecipata dalle altre in un intricato reticolo azionario, prerogativa del sistema reggiano. A quei tempi - parliamo dell’ottobre 2014 - si è parlato di sinergia.

Da tempo, però, la strategia delle aggregazioni è stata impostata - in molti casi imposta nonostante la regia comune - dalla Legacoop, decisa a creare massa critica per rilanciare le parti sane delle aziende, salvare una parte consistente dei posti di lavoro e lanciare la sfida ai grandi gruppi nazionali delle costruzioni come Impregilo e Condotte. La polpa, infatti, sta ancora nei grandi appalti e nei lavori all’estero al di là delle opportunità offerte dai cantieri su base locale. Tutto sta nel capire chi dirigerà le danze, viste le forze e le teste in campo, da Davoli a Mauro Casoli, decisi a riportare le proprie aziende ai livelli pre-crisi.

Tornando alla gestione dell’ordinario, da lunedì sarà ufficializzato il rinnovo della cassa straordinaria a rotazione per tutti i dipendenti ex Cmr finiti in Sicrea: 104 persone rispetto alle 153 riassunte all’inizio del progetto di salvataggio. L’organico in questo caso è stato “snellito” del 30% tramite incentivi volontari all’esodo diventati in buona parte ricollocazioni in altre società, cooperative comprese.

Anche gli ex lavoratori Orion passati in Siteco (controllata da Sicrea) sono diventati 124 dai 193 iniziali (-35%), anch’essi coperti con altri 12 mesi di cassa. Gli esuberi non sono ancora terminati e a breve verrà riaperta la mobilità. Altra patata bollente la Cdc di Modena: circa 280 dipendenti che verranno messi in cassa. Ma sembra che al momento ci sarà lavoro solo per 70 di loro.

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