Che guaio se si rovina il “bollino”
La disavventura di un ex operaio per il rinnovo sulla patente diventato illeggibile
REGGIO EMILIA. Pirandelllo non c'entra, ma anche questa storia legata ad una patente ha qualcosa di umoristico. Il protagonista si chiama Angelo Giovanni Casu, ex operaio delle Reggiane che abita con la famiglia in via Bligny 18, appartenente a quella nuova categoria di cittadini che si chiamano esodati. E già questo è pesante da mandare giù.
«Mentre in auto stavo facendo via Auda – dice – mi ha fermato una pattuglia dei vigili urbani per controllare i documenti». Casu ha una delle nuove patenti, di plastica tipo bancomat, che al momento del rinnovo non vengono cambiate ma dotate di una minietichetta di carta da attaccare sul retro. Ora questo mini francobollo si è rovinato e diventato quasi illeggibile.
Ancora l'esodato: «Le vigilesse hanno chiamato il comando e, visto che avevo davvero rinnovato la patente fino al 2019, mi hanno detto che non mi avrebbero fatto la multa, ma che dovevo andare alla Motorizzazione civile per risolvere il problema». E qui la vicenda comincia a farsi umoristica.
Sì, perchè in pratica la multa "condonata" dai vigili, Casu dovrà pagarla alla Motorizzazione Civile: «L'impiegato mi ha dato un modulo da riempire per avere la nuova etichetta e fino a qui niente di strano, ma mi sono arrabbiato quando ho scoperto che dovrò fare due versamenti che in totale mi costeranno più di 40 euro! Ma è assurdo, devo in pratica ripagare un rinnovo che ho già pagato solo perchè mi hanno dato un pezzetto di carta, così piccolo e fragile che si rompe quasi subito. Infatti non è successo solo a me ma anche a diversi miei amici».
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