Don Zanelli: «No alle discariche Ora la politica cambi strada»
TOANO. E’ stato uno dei pilastri dell’azione condotta dai Comitati contro la discarica di Poiatica. Ed ora don Raimondo Zanelli, parroco di Cavola, che per chiedere la chiusura della discarica aveva...
TOANO. E’ stato uno dei pilastri dell’azione condotta dai Comitati contro la discarica di Poiatica. Ed ora don Raimondo Zanelli, parroco di Cavola, che per chiedere la chiusura della discarica aveva organizzato anche fiaccolate e processioni, interviene chiedendo di mantenere alta l’attenzione, affinché la annunciata chiusura sia effettiva.
Afferma don Raimondo: «Siamo alla conclusione? Siamo alla svolta? Riusciamo a capire l’enorme importanza di ciò che sta accadendo? Siamo tutti d’accordo ora? Sì, un enorme Sì. Comitati e istituzioni, cittadini e sindaci, finalmente siamo verso un’unica direzione: chiudere le discariche e cercare un modo nuovo di gestire i rifiuti. Quello che vogliamo è una società senza divisioni: solo uniti si capisce cosa è veramente importante, per questo vogliamo essere grati a chi ultimamente ha capito, e cioè i sindaci dei Comuni montani, le autorità provinciali, mentre aspettiamo ora anche il sì della Regione. Dopo i Comuni e la Provincia, ora spetta la Regione capire e prendere atto che nessuno vuole una nuova Poiatica: non in montagna, non in collina, non in pianura, non in campagna, non in città».
Prosegue don Zanelli alludendo alla visita avvenuta in queste ore: «L’unico Profumo che vogliamo sentire è quello della Nostra Aria. Il problema rifiuti va risolto nel principio, le persone devono cambiare cultura, capire che ciò che sfruttiamo è la nostra terra, le nostre risorse, ciò che Dio ci ha dato per vivere la nostra vita, ma che non ha incaricato nessuno e con nessuna autorità per distruggere tutto questo capolavoro: come scrive l’agronomo ducale Filippo Re, la nostra vallata produceva 22 tipi di mele diverse, 45 diverse pere, dove siamo arrivati?»
«La cultura delle persone – conclude – deve cambiare. Solo i soldi non sono niente, l’intelligenza sarà la ricchezza del futuro, e insieme alla cultura, la politica dovrà cambiare, oramai non ci sono più risorse e le persone sono stanche di ammalarsi in silenzio: se la politica non cambia strada, tutto gli franerà addosso». (l.t.)
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