Frane, un disastro. Arrivano altri soldi
Dalla Protezione civile 40 mila euro per Vezzano (1.500 persone a rischio in caso di emergenza) e 70 mila per Baiso
BAISO. Arrivano 110 mila euro per i territori di Baiso e Vezzano in questi giorni alle prese con nuovi ed estesi movimenti franosi. Nelle ultime ore il direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Mainetti, ha infatti approvato due distinti finanziamenti per interventi d’urgenza alla Vecchia di Vezzano (40 mila euro) e a Monte Lusino di Baiso (altri 70 mila euro), dove da fine gennaio una frana ha costretto la Provincia di Reggio Emilia a chiudere al transito la strada provinciale 7 Pratissolo-Felina. I due finanziamenti concessi dall'Agenzia regionale della Protezione sono il frutto del lavoro congiunto che, anche in questa occasione, Provincia e Comuni hanno saputo svolgere a tutela della sicurezza dei cittadini.
I 40 mila euro di fondi regionali assegnati al Comune di Vezzano riguardano la frana riattivatasi alla Vecchia, che rischia di interrompere nientemeno che la statale 63, principale asse stradale dell’Appennino reggiano. Eventualità che renderebbe difficili i soccorsi ai circa 1.500 abitanti delle frazioni della Vecchia, Bettola e Montalto. L'unica strada alternativa (Sp 11, via I Maggio) non è percorribile dai mezzi pesanti e da quelli di soccorso a causa della forte pendenza e della geometria delle curve, in particolare in condizioni meteorologiche avverse.
La statale 63, inoltre, è strategica per i collegamenti e le attività di soccorso da Reggio verso i Comuni di Casina, Castelnovo Monti e Carpineti.
Sempre a Vezzano – dove il sindaco Mauro Bigi ha ritenuto necessario mantenere attivo sino al rientro dell'emergenza il Centro operativo comunale (Coc) di Protezione civile allestito in municipio – desta preoccupazione anche la frana attivatasi in via Roma Sud, nel centro del paese. Venerdì la Protezione civile della Provincia ha compiuto un sopralluogo, predisponendo i monitoraggi. Confermata l'evacuazione della casa interessata dallo smottamento.
Altri 70 mila euro sono stati concessi dall'Agenzia regionale di Protezione civile – in aggiunta agli 80 mila stanziati nelle scorse settimane – alla Provincia per il ripristino urgente della Sp 7, interrotta in località Monte Lusino di Baiso, poco dopo il ponte sul rio Spigone. Le buone notizie sui finanziamenti non si accompagnano a quelle meteo: dopo la neve e il successivo scioglimento, le ultime piogge hanno aggravato ulteriormente la situazione. Il terreno è argilloso e completamente inzuppato d'acqua, sulla strada continua a scendere fanghiglia molto liquida di difficile asportazione e il versante è ancora assolutamente instabile. Anche il sopralluogo compiuto l'altro giorno da Provincia e impresa assieme ad un esperto, un ingegnere geotecnico di Verona, ha confermato la gravità e la complessità della situazione: fino a quando il terreno non si sarà seccato e il versante stabilizzato, sarà impossibile (oltre che pericoloso) intervenire. La speranza è che nuove precipitazioni non si verifichino nei prossimi giorni, in modo da poter avviare i lavori che, grazie anche all'ulteriore finanziamento, saranno più articolati e comporteranno anche la realizzazione di un'opera di sostegno alle base della frana.
MauroGrasselli
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