L'addio a “Ricci” Preti, il mito di tanti bambini
Si svolgerà nella cappella del cimitero nuovo di Coviolo, il funerale di Riccardo Preti, detto “Ricci”, insegnante, educatore e allenatore, morto a 50 anni.
REGGIO EMILIA. Si svolgerà alle 13.45 di oggi, a Coviolo il funerale di Riccardo Preti, detto “Ricci”, insegnante, educatore e allenatore di nuoto e pallavolo, morto a 50 anni. Conosciutissimo, soprattutto nella Bassa. Era originario di Rolo, ma viveva a Reggio Emilia con la moglie e i due figli di 9 e 3 anni.
Dalla metà degli anni ’80 fino al 2001 era stato educatore nelle colonie del Ccr (Consorzio Comuni Reggiani). Negli ultimi otto anni era allenatore di pallavolo per la U.s. Rubierese nel settore giovanile. «Era un referente per tutto – ricorda il presidente Romano Baccarani – Un Educatore e un Allenatore, con le maiuscole. Amato dalle bambine e dai genitori. Di grande professionalità. Piaceva a tutti. Lascia un grandissimo vuoto». In occasione dei funerali la società ha invitato tutte le atlete, dirigenti e collaboratori a indossare la divisa della società (tuta blu, felpa gialla o azzurra). Tantissimi gli episodi felici con la Rubierese volley, tanti campionati vinti e la soddisfazione di vedere una sua ex allieva, Laura Paterlini, debuttare in A1, quindici giorni fa, anche se solo per una sostituzione. Grazie a un progetto della Rubierese volley con le squadre giovanili della zona allenava anche la formazione di San Faustino.
Infiniti i messaggi di cordoglio e affetto per “Ricci”, a partire dal sito internet della Gazzetta, dove Rosanna Bandieri scrive: «L’adoravamo! Era stato istruttore di nuoto di mia figlia, 20 anni fa... e poi suo educatore al Ccr... Persona meravigliosa!». Come anche sulla pagina Facebook del Ccr Colonia. «In ricordo di una persona – scrive Claudio Cocconi – con cui ho condiviso qualche anno (i suoi primi) del Ccr, indimenticabili (...) una persona che era con quel suo fisico bestiale, sempre sorridente, disponibile con tutti, sprigionava un'energia positiva».
Con lui tanti ragazzi, oggi diventati adulti, hanno vissuto momenti indimenticabili al Ccr. Come «quando mi chiese di suonare assieme nel salone delle feste al ccr2 la batteria che io assieme ad altri abbiamo costruito con carta e legno giusto per fare scena – ricorda Alessandro Ganna – e poi abbiamo suonato gli Iron Maiden». «Il mio mito di bambina. Non ti dimenticheró», scrive Sara Barbieri. E Marco Serrao:«Un po’ di Ccr ora è anche in Paradiso! P.s.: Propongo di intitolare una via, una struttura educativa o simile a Riccardo Preti!!!». «Persona meravigliosa. Otto anni di ricordi col Ccr. Un esempio. Un eroe per ogni bambino che crescendo è diventato un uomo. Per sempre nei ricordi più belli dell’infanzia di tanti bambini e per questo immortale. Buon viaggio Ricci», è il commento di Paolo Launer Pagliani. (m.f.)
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