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Padre e figlio nei guai per una discarica abusiva

Padre e figlio nei guai per una discarica abusiva

Tonnellate di rifiuti anche pericolosi trovate a Sabbione dai carabinieri di Rubiera Sequestrata l’area. Al lavoro i tecnici Arpa per verificare la presenza di amianto

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RUBIERA. Padre e figlio finiti nei guai per una discarica abusiva di materiale edili di scarto, ma anche rifiuti pericolosi (batterie al piombo e pezzi di onduline fortemente sospettate di contenere amianto), abbandonati a cielo aperto in un terreno alla prima periferia di Reggio Emilia, nella frazione di Sabbione. Il figlio, un imprenditore edile crotonese di 32 anni, avrebbe utilizzato il terreno intestato al padre, di 60, per “smaltire” l’inerte senza troppe spese e preoccupazioni. A effettuare il sopralluogo, assieme ai tecnici dell’Arpa, e a lavorare per le indagini sono i carabinieri della stazione di Rubiera, che hanno rinvenuto tonnellate di rifiuti prevalentemente inerti da demolizione, ma anche rifiuti per lo più indifferenziati, ciarpame vario e persino rifiuti speciali pericolosi costituiti da due batterie al piombo.

Su una catasta di onduline in cattivo stato il personale dell’Arpa ha proceduto a un campionamento per verificare la presenza di amianto. Sparsi qua è là, vasche, piatti per docce e componenti per il bagno, la maggior parte dei quali poi fatti risalire a un’unica azienda di produzione. Un elemento questo al vaglio degli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Stefania Pigozzi, che sono decisi a chiarire ruoli e responsabilità.

A Sabbione, dunque, è stata rinvenuta una vera e propria discarica non autorizzata con tanto di materiale inquinante e pericoloso. Per questo sono intervenuti anche i tecnici dell’Arpa, Agenzia regionale prevenzione ambiente.

Padre e figlio, di origini calabresi, risiedono entrambi a Reggio Emilia. I due sono stati denunciati per aver realizzato e gestito una discarica non autorizzata in un’area ora interamente sottoposta a sequestro. Il blitz dei carabinieri e dell’Arpa è avvenuto l’altra mattina, trovando conferme a pregresse risultanze investigative.

Il terreno si trova al termine di un viottolo sterrato. Nell’area anche due fabbricati uno fatiscente e l’altro costituito da vari box, recintato in modo da averne realizzato un cortile interno, anch’esso colmo di rifiuti. Sotto al fabbricato due batterie al piombo e una catasta di onduline spezzate.

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