Prende a calci i carabinieri arrestato, è già libero
In attesa del processo il giudice ha disposto per lui soltanto l’obbligo di firma Il ventitrenne tunisino aveva cercato di sfuggire ai controlli in zona Mirabello
REGGIO EMILIA. L’hanno fermato mentre si incamminava a piedi verso un’autovettura in sosta, nella zona dello stadio Mirabello. I carabinieri erano lì per seguire una pista. Una pista che avrebbe dovuto portarli a scoprire una delle tante piazze di spaccio che ci sono in città e in particolare in alcune zone di essa.
Alla fine, addosso a Messaoud Brahim, 23enne, tunisino i carabinieri non hanno trovato quel che cercavano. Ma soltanto alla fine, perché appena si sono avvicinati a lui per perquisirlo, questi ha cominciato a dare in escandescenza, prendendo a calci e pugni i due militari. Invero, c’è voluto un po’ per immobilizzare il giovane, che alla fine è stato portato in caserma dove nei suoi confronti è stato formalizzato il fermo. Il movimentato arresto del tunisino è avvenuto venerdì sera in via Sante Vincenzi, a Reggio, dove si erano spinti i militari di Scandiano decisi a portare a termine delle verifiche sul possibile spaccio di droga in quella zona.
E il giovane in cui si erano imbattuti aveva tutta l’aria di aver qualcosa a che fare con questo giro di droga. Di fatto però la droga non è uscita. Nemmeno quando i carabinieri, una volta messo il ventitreenne in condizione di non nuocere lo hanno portato di forza al Santa Maria Nuova.
E questo per sottoporlo a radiografie: per un attimo infatti i carabinieri hanno temuto che il giovane, una volta visti i militari, avesse ingoiato della droga. Alla fine però Messaoud Brahim è stato denunciato per violenza e resistenza a pubblico ufficiale: alle cure dell’ospedale hanno infatti dovuto ricorrere anche i due militari, per i quali è stata stilata una prognosi di quattro giorni.
Ieri mattina il tuniniso è comparso davanti al giudice Andrea Rat assistito dall'avvocato Rosa Apadula, per l’udienza di convalida del fermo. Il giudice, dopo aver ascoltato le accuse rivolte al ventitreenne e dopo aver convalidato il fermo lo ha scarcerato, applicando nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di firma. Questo, in attesa del processo a carico di Messaoud Brahim che il giudice ha fissato per il prossimo 6 marzo.
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