I gay incalzano Luca Vecchi
«Trascriva i matrimoni». Lui replica: «Oggi sarebbe inutile»
REGGIO EMILIA. Hanno alzato la voce in questi giorni - le associazioni per la difesa dei diritti dei gay e delle lesbiche - per chiedere di nuovo a Luca Vecchi di mantener fede all’impegno assunto in Consiglio comunale, circa la trascrizione dei matrimoni same sex. Una partita in cui si sono impantanati diversi sindaci in questi mesi, da Marino a Pisapia che dopo aver trascritto i matrimoni si sono visti annullare quell’atto dalla prefettura. Da qui la cautela di Vecchi che in una nota risponde alle associazioni: «La protesta annunciata oggi da Arcigay Gioconda per la situazione italiana - scrive Vecchi - in merito alla trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all'estero tiene assieme ragioni vere e profonde che condivido con una ricostruzione dei fatti che addolora e stupisce, che fa ricadere sulla figura dei sindaci responsabilità che la Costituzione dà ad altro organo dello Stato. La decisione di trascrivere i matrimoni gay è un gesto di alcuni primi cittadini che, in questi mesi, ha portato con sé una serie di pronunciamenti prefettizi e della magistratura contraddittori da città a città. A questo proposito pochi giorni or sono è intervenuto un elemento di novità, di assoluta rilevanza, ovverosia la sentenza della Corte di Cassazione che sembrerebbe introdurre prescrizioni restrittive in merito al riconoscimento dei matrimoni gay contratti all'estero. E' per questo che un principio di sana e responsabile amministrazione impone, prima di procedere con atti amministrativi, una verifica della sostenibilità legale delle trascrizioni».
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