Cocaina, assolto un imprenditore «Nessuno l’ha mai visto spacciare»
CASTELNOVO MONTI. Gli altri tredici finiti nella maxi operazione antidroga “Piazza pulita” avevano patteggiato pene più o meno consistenti sul finire del 2001, invece l’imprenditore edile 36enne d’ori...
CASTELNOVO MONTI. Gli altri tredici finiti nella maxi operazione antidroga “Piazza pulita” avevano patteggiato pene più o meno consistenti sul finire del 2001, invece l’imprenditore edile 36enne d’origine calabrese Vito Prato si è sempre proclamato innocente e deciso a battersi in un processo.
Una battaglia giudiziaria chiusasi ieri – in tribunale a Reggio Emilia – con l’assoluzione di Prato “perché il fatto non sussiste” da parte del giudice Alessandra Cardarelli.
E come si è desunto dall’atto conclusivo del procedimento, proprio in udienza è caduto – per mancanza di prove – ciò di cui era accusato l’imprenditore, cioè di aver “ravvivato” un festino, in una casa di Castelnovo Monti, portandovi della droga, per non parlare della decina di grammi di cocaina che sarebbero stati acquistati – secondo i carabinieri – da tre persone direttamente da Prato, con l’aggiunta del rito del “poccino”, cioè la sigaretta bagnata intinta nella “polvere bianca”, anche in questo caso riferibile per gli inquirenti al 36enne.
«In aula non è stata raggiunta la prova che Prato di dedicasse allo spaccio di stupefacenti» ha rimarcato nella requisitoria il pubblico ministero, facendo riferimento alle diverse persone sentite nel processo. E sempre il rappresentante dell’accusa ha aggiunto che «non era stato trovato nulla anche nella perquisizione». Parole chiare, per arrivare a chiedere l’assoluzione dell’imputato ieri non presente in aula a Reggio Emilia.
«In sei mesi di indagini – ha rincarato la dose l’avvocato difensore Luca Mistrorigo – gli investigatori non hanno mai assistito a cessioni di droga da parte di Prato. Inoltre non è mai stata trovata droga e nessun testimone ha detto, in aula, di aver mai ricevuto cocaina dal mio assistito. A quel tempo (lo spaccio di coca viene collocato dagli inquirenti fra il 2008 e il 2010, ndr) Prato era un assuntore di cocaina – conclude il legale – ma non uno spacciatore».
Requisitoria del pm e arringa del difensore che diventano – come raramente accade – due facce della stessa medaglia, ma anche il convincimento radicatosi nel magistrato giudicante è stato dello stesso tipo: dopo una breve camera di consiglio, il giudice Cardarelli ha infatti assolto l’imprenditore edile. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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