Gazzetta di Reggio

Reggio

Non è più in carcere uno dei “cassieri”

Operazione Aemilia: ai domiciliari Gerace, ingegnere 42enne. Per il Riesame non è un affiliato del clan

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. E’ giunta ieri un’altra scarcerazione “eccellente” nell’ambito dell’operazione antimafia Aemilia: il Riesame di Bologna ha fatto infatti uscire di cella l’ingegnere 42enne Salvatore Gerace – originario di Cutro, ma residente a Parma – che per la Dda è un professionista al servizio della cosca Grande Aracri ed è indicato come cassiere.

Ma sull’ingegnere calabrese – difeso dal legale Enrico Della Capanna – il Riesame ha fatto valutazioni diverse, facendo cadere nei suoi confronti l’accusa di associazione mafiosa e i due episodi di estorsione che gli venivano contestati. Ma non è tornato un uomo libero, è ora bensì agli arresti domiciliari perché l’organo giudicante bolognese ritiene fondata l’ultima accusa, cioè il riempiego di soldi di provenienza illecita. Secondo chi indaga il punto di riferimento di Gerace sarebbe Salvatore Cappa (cutrese come lui, ma da tempo con casa e lavoro nel Veronese), ritenuto uno degli organizzatori del clan emiliano, in contatto diretto con il boss Michele Bolognino. Gerace avrebbe partecipato a vari summit con i vertici dell'organizzazione, tra cui anche Nicolino Sarcone. «Offre la propria opera professionale – scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare – concorrendo a una serie di reati, utilizzando in modo costante il rapporto con gli altri associati come forma di allargamento della propria influenza nonché capacità affaristica e di inserimento nel sistema economico emiliano».

Una presenza costante nei cantieri edili e nella gestione delle società: è lui che tiene i contatti con le banche e si occupa delle vendite immobiliari anche fittizie. Sa che i soldi per acquisire le società dell'imprenditore di Sorbolo (Parma), Francesco Falbo, provengono, almeno in gran parte, dall'ndrangheta, da qui l'accusa anche di impiego di denaro di provenienza illecita. Poi talmente «rispettoso» dei codici della cosca che tra il 2009 e il 2012 – secondo l'accusa – condivide gli atti di intimidazione nei confronti di Falbo e di suo cognato Salvatore Aiello, affinché cedano le partecipazioni nelle società immobiliari.

Su tutto ciò ora il peso della decisione del Riesame.(t.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google