Nuova viabilità: a San Prospero è un percorso ad ostacoli
Da via Ferravilla a via Samoggia tra strade chiuse, sensi unici, auto contromano e la piazzetta usata come parcheggio
REGGIO EMILIA. Viabilità modificata. Strade chiuse. Piazza occupata da auto parcheggiate. E tanti controsensi. È questa la situazione che si incontra a San Prospero Strinati. Ed è per questa situazione che, nelle ultime settimane, i residenti hanno alzato la testa, ribellandosi alle decisioni dell’amministrazione comunale. Girare per la frazione, in effetti, non è mai stato così tortuoso.
Immaginiamo di voler andare da via Ferravilla in via Samoggia, per esempio. Dopo aver percorso tutta via Ferravilla – la strada che costeggia la ferrovia – siamo obbligati a svoltare a sinistra su via Modena e proseguire fino all’incrocio con via Pezzana; a quel punto non possiamo fare altro che svoltare a destra su via Pezzana e continuare la nostra marcia fino alla piazzetta degli Strinati (ovvero l’incrocio tra via Pezzana, via Belotti e via Samoggia).
Più facile a dirsi che a farsi. Alla fine di via Ferravilla, infatti, ci troviamo di fronte a uno sbarramento, con tanto di transenne e blocchi di cemento, che ci impedisce di proseguire su via Zago (come eravamo abituati a fare per raggiungere via Samoggia in pochi minuti) e ci obbliga a svoltare su via Modena. A quel punto è consigliato avere un’auto dotata di buone sospensioni: via Modena è infatti più traforata di una forma di Emmenthal. Voragine dopo voragine, passando in mezzo a case ed evitando le auto parcheggiate in strada, arriviamo all’incrocio con via Pezzana (che termina in una strada chiusa). Qui è un cartello bizzarro a confondere le idee: la strada è a doppio senso, eppure all’incrocio svetta un cartello che indica di dare la precedenza. Ma a chi? Così ci fermiamo, lasciamo passare chi viene dal ramo cieco di via Pezzana e dopo aver svoltato a destra proseguiamo la nostra marcia tra una buca e l’altra, sempre facendo la gimcana tra le auto parcheggiate davanti alle case.
Se siamo fortunati, dopo aver superato l’incrocio con via Belotti possiamo arrivare in pochi secondi all’incrocio con via Samoggia, la nostra meta. Se non siamo assistiti dalla dea bendata, invece, le possibilità sono due: o incontriamo qualcuno che procede in contromano rischiando un frontale (l’ultimo tratto di via Pezzana, quello tra l’incrocio con via Belotti e la piazzetta degli Strinati è un senso unico dal 2013); o rimaniamo imbottigliati in uno dei frequenti ingorghi della piazza.
Della piazza, sì. Perché piazzetta degli Strinati non è uno spiazzo dedicato ai pedoni ma è un incrocio attraversato dalle automobili (e dai camion) che vengono da via Pezzana per andare su via Samoggia, e dalle auto (e dai camion) che vengono da via Samoggia per andare su via Belotti (o su via Pezzana, se al volante ci sono persone che non rispettano il divieto di accesso). E, come se non bastasse, ai lati della piazza-incrocio sono costantemente parcheggiate auto, moto, camion, camioncini che trasformano la strada a doppio senso di marcia in una a senso unico alternato.
Dopo aver evitato frontali con gli automobilisti contromano ed essere riusciti a non urtare le auto parcheggiate in piazza ci affacciamo su via Samoggia (perennemente trafficata nonostante la presenza, a pochissima distanza, di strade parallele più scorrevoli e grandi, come via Morandi e via Gramsci). Dopo un’attesa che può essere più o meno lunga a seconda della solita fortuna o della fascia oraria in cui ci troviamo, riusciamo ad arrivare a destinazione. Se non abitiamo a San Prospero e ci siamo incastrati in questo gomitolo di strade per evitare il traffico di altre strade, non lo faremo più. Ma se per caso abitassimo in via Ferravilla o via Zanibelli e fossimo costretti a ripeterla ogni giorno per portare i figli a scuola o andare a fare la spesa?
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