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Per 15 anni è stato parroco a Casteldaldo

Per 15 anni è stato parroco a Casteldaldo

Carpineti: era nativo della vicina San Cassiano. Tanti fedeli lo ricordano ancora con grande affetto

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CARPINETI. C’è anche una vasta fetta di territorio reggiano, soprattutto lungo la vallata del Secchia, fra chi piange la morte di don Achille Lumetti per le conseguenze dell’emorragia cerebrale di fine gennaio. Il sacerdote era originario di San Cassiano di Baiso, dove era nato il 17 maggio 1931 e dove trascorso i primi anni della propria vita assieme ai due fratelli, a loro volta religiosi. Alcuni parenti risiedono ancora nella frazione baisana affacciata sul Secchia. Don Lumetti era molto legato alla zona di Casteldaldo, Valestra e Bebbio di Carpineti, dove aveva servito per quattordici anni, dal 1966 al 1980, e dove aveva mantenuto forti rapporti co i suoi ex parrocchiani, facilitato dalla relativa distanza con il sassolese.

Tanti abitanti della zona erano in costante contatto con lui, e da gennaio cercavano sempre di rimanere aggiornati sulle sue condizioni di salute, sino alla notizia del decesso.

Nel pomeriggio di ieri, quando sono stati informati sulla morte, diversi carpinetani hanno raggiunto Sassuolo per una visita, e hanno fatto in modo che gli altri vecchi parrocchiani di don Achille venissero aggiornati. Nel suo periodo carpinetano don Lumetti faceva base alla chiesa di Casteldaldo, operando poi nelle altre borgate lontane.

Per quasi quindici anni è stato uno dei punti di riferimento per il territorio, ha battezzato tutti i nuovi nati, sposato le giovani coppie formate spesso sempre in zona ed ha seguito il catechismo dei piccoli parrocchiani. Nel 1980 era stato nuovamente trasferito a Sassuolo, dove aveva mosso i suoi primi passi come parroco, all’Ancora, dal 1960 al 1964, assieme a don Dorino Conte.

Era stata quella una delle sue principali esperienze formative, segnata dalla nascita della scuola Acal (attività cattolica avviamento al lavoro), che fornì un sostegno a tanti ragazzi sassolesi. Dopo l’ordinazione del 19 giugno 1955, aveva iniziato la sua attività presbiteriale come vicario cooperatore a Puianello e Vezzano, dal 1955 al 1956, per poi passare Masone di Reggio Emilia dal 1956 al 1957, a Scandiano (1957-59), a San Zenone (1959-60). Dopo il periodo all’Ancora aveva operato per un anno a San Terenziano di Cavriago. Alla fine del 1965, infine, la chiamata verso il carpinetano, a Casteldaldo e dintorni, dove aveva lavorato in un territorio ben noto, perché distante una manciata di km dalla San Cassiano dove era nato.

In questo periodo, non a caso, veniva spesso contattato anche da fedeli del territorio di Baiso, che lo conoscevano da tempo e avevano così potuto riallacciare un legame più intenso. La nuova convocazione a Sassuolo non aveva interrotto i rapporti, proseguiti sino all’oggi. Tanti fra ex parrocchiani del territorio reggiano saranno oggi alla chiesa della Madonna di Sotto, per assistere alle esequie che verranno celebrate dal vescovo emerito Adriano Caprioli. (adr.ar.)

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