Piano antiviolenza, l'Emilia Romagna dice no alla consultazione online
Dire si astiene dall'iniziativa del Governo e chiede invece un documento nazionale condiviso con le associazioni che da anni lavorano sul tema del contrasto alla violenza contro le donne
REGGIO EMILIA. Il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell'Emilia Romagna ha scritto una lettera appello a cui stanno aderendo donne della politica, dei movimenti, delle associazioni, per esprimere il proprio dissenso dalle modalità di rilancio del Piano nazionale decise dal Governo Renzi.
8 gennaio 2015
Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi
e p.c. alla Consigliera Giovanna Martelli
Siamo donne impegnate nei centri antiviolenza, nell’associazionismo femminile e nella politica; cittadine e cittadini
che hanno a cuore la protezione delle donne da ogni tipo di violenza, operando per il diritto di ognuna a vivere
la propria vita libera dalla violenza.
Da anni chiediamo ai governi italia ni di mettere a punto un Piano nazionale antiviolenza, così come hanno fatto quasi tutti i paesi europei e come viene richiesto dalla Convenzione di Istanbul. Il governo Letta, con la viceministra Cecilia Guerra, aveva iniziato nel 2013 un lavoro preparatorio per predisporlo, attivando vari tavoli interministeriali ai quali partecipavano anche i centri antiviolenza, ma per un anno tutto si è fermato, fino a un mese fa, quando il governo ha deciso di aprire una consultazione pubblica online su come dovrebbe essere questo Piano “Straordinario”
L’associazione nazionale dei centri antiviolenza italiani D.i.Re– Donne in rete contro la violenza ha già rifiutato queste modalità di consultazione perché “non è collezionando opinioni e commenti, critiche e suggerimenti, viziati dal pericolo serio della banalizzazione e dello svilimento del fenomeno della violenza alle donne che si affronta il tema dei diritti violati”.
Infatti tutti possono vedere che su l sito del Dipartimento la stragrande maggioranza dei commenti sono fatti da chi – a dispetto di ogni evidenza scientifica – crede che non esistano i ruoli di genere e una cultura che sostiene e produce la violenza contro le donne, che il Piano si dovrebbe occupare della violenza sugli uomini, che l’educazione sia “indottrinamento”, che la violenza riguardi solo le culture “altre” e così via con i peggiori stereotipi.
Non si capisce perché il suo governo, avendo a disposizione la competenza delle tante organizzazioni che da decenni si occupano delle vittime di violenza, che offrono servizi, competenze, formazione ed educazione al genere, azioni di messa in rete, scambio di buone prassi europee, ecc. abbia deciso di procedere in questo modo, azzerando tutto e lasciando che sul tema si esprima chi, non solo non ne sa nulla, ma anzi vorrebbe dare man forte alle posizioni dei maltrattanti, che certo non hanno bisogno di essere sostenute in un contesto, come quello italiano, pervaso dal più vieto maschilismo. Tutto questo ha il sapore di una presa di distanza da un impegno fattivo e tempestivo sul tema, che è invece quanto mai urgente e necessario.
Manca un Ministero delle Pari Opportunità che sappia dare una guida, sappia far interagire esperte/i, sappia stilare norme che diano attuazione alla Convenzione di Istanbul, che pure l’Italia è stata uno dei primi paesi europei a ratificare. Chiediamo al suo governo di riaprire i Tavoli perché possano terminare il loro lavoro per
sostanziare di misure effettive il Piano nazionale antiviolenza, che dovrebbe essere stabile e continuativo, rivisto periodicamente, e non certo “straordinario” perché la violenza maschile è pane quotidiano per le donne!
Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna
- Casa delle donne per non subire violenza onlus di Bologna; SOS Donna di Bologna
- SOS Donna di Faenza
- Centro Donna Giustizia di Ferrara
- Demetra donne in aiuto di Lugo
- Casa delle donne contro la violenza di Modena
- Centro antiviolenza di Parma
- Telefono Rosa Piacenza e Associazione Città delle donne di Piacenza
- Linea Rosa onlus di Ravenna
- Nondasola di Reggio Emilia
- Rompi il silenzio Rimini
- Centro Vivere Donna Onlus di Carpi
- Trama di terre di Imola
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