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«Una grande sfida educativa»

«Una grande sfida educativa»

Antonio Mammi: il Viaggio ormai fa parte della proposta formativa del liceo Moro

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«Una sfida, un'esperienza di cui i ragazzi di oggi non possono essere privati». Ha le idee chiare sul Viaggio della Memoria il professor Antonio Mammi del liceo Moro, conosciutissimo insegnante da anni punto di riferimento del liceo cittadino per l'esperienza all'estero dei suoi allievi con Istoreco. Un'esperienza non sempre facile, come nel caso di Auschwitz. Ma, rassicura Mammi, gli studenti «generalmente reagiscono in modo positivo e a volte inatteso. Penso all'attenzione e al silenzio con cui ascoltano la guida e osservano i luoghi dello sterminio. Qualcuno a volte cede all'emozione fino alle lacrime, un'emozione che poi si trasforma e diventa rielaborazione da cui nascono i grandi interrogativi: “Come è potuto accadere? Chi ha accettato tutto questo? Potrà ripetersi?”. Credo che le visite guidate ad Auschwitz siano da considerare vere e proprie lezioni “sul campo”, di quelle che nessuno studente potrà mai dimenticare: in fondo, fare memoria e tenerla viva è uno degli scopi fondamentali di questo viaggio».

Il Viaggio della Memoria parla di sterminio, di morte. Sono temi affrontati nella scuola italiana? «Lo sterminio degli ebrei è uno dei temi che a scuola vengono spesso trattati, in molti casi anche al di fuori dei classici programmi di storia. Il modo di trattarlo è certamente affidato alla sensibilità degli insegnanti, ma fin dal biennio non mancano le opportunità offerte anche dalla letteratura, dalla storia antica e da quella di oggi». Argomenti assoluti, universali, che però possono trovare linfa dalla storia locale: «E’ determinante far comprendere ai ragazzi come la storia locale debba essere letta alla luce di quella globale e ne sia parte: è sempre storia di uomini, di progresso e regresso, di vincitori e vinti, di sangue e di vittime». Gli esempi sono tanti: «Penso agli ebrei reggiani deportati e uccisi ad Auschwitz, a quanti furono costretti a sfollare in montagna, ai partigiani, agli internati militari dopo l'8 settembre: erano spesso nonni dei ragazzi di oggi, abitavano e lavoravano nei nostri paesi e furono chiamati a fare la loro parte nella storia globale».

Un'esperienza ricca per i ragazzi, ma anche per i docenti. «Ogni viaggio è davvero una sfida, sia per l'impegno e il coinvolgimento a livello personale sia sul versante organizzativo. Credo però che sia un'esperienza di cui i ragazzi di oggi non possono essere privati ed è per questo che da anni mi impegno», riflette Mammi. «Il nostro compito di educatori è quello di seminare, senza la pretesa di vedere immediatamente i risultati del nostro lavoro: d'altra parte, lo dico senza retorica, il futuro è dei ragazzi e non si costruisce futuro senza conoscere il passato. E' con la speranza di contribuire a un futuro migliore che si accetta e si affronta la sfida educativa che il Viaggio della Memoria oggi rappresenta».

Il discorso, aggiunge, è valido per tanti docenti: «Lo testimonia la sempre maggiore e più intensa partecipazione degli studenti del nostro liceo ai Viaggi della Memoria: si pensi che alla prima nostra adesione, era il viaggio del 2007, parteciparono 20 studenti; 91 nel 2010; 110 nel 2012. Il Viaggio della Memoria da anni è inserito nel piano dell'offerta formativa del liceo Moro e gli studenti hanno partecipato negli anni anche a quelli a Berlino e Praga. In questi giorni ben 200 studenti e 14 insegnanti sono stati a Cracovia e ad Auschwitz: un risultato importante, dietro il quale c'è anche un serio impegno e una profonda convinzione della presidenza e dei colleghi, che vorrei ringraziare».

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