«Con il laser la prostata guarisce in un giorno»
Il reparto di urologia all’avanguardia in Italia con oltre 200 interventi l’anno eseguiti utilizzando il metodo Greenlight
REGGIO EMILIA. Per i pazienti che soffrono di ipertrofia prostatica benigna, - una patologia che colpisce i maschi over 50 con un percentuale pari all’80% - sono in arrivo importanti novità grazie all’utilizzo del laser che evita in moltissimi casi di dover ricorrere all’intervento chirurgico.
La nuova metodica che vede Reggio all’avanguardia nel nostro Paese riduce drasticamente i tempi di ricovero e di convalescenza, preserva l’attività sessuale e non determina incontinenza, che sono le conseguenze più temute da coloro che debbono sottoporsi all’asportazione della prostata.
Il reparto di Urologia del Santa Maria Nuova diretto dal dottor Franco Bergamaschi negli ultimi tre anni è diventato uno dei punti di riferimento nel panorama nazionale grazie agli oltre 200 casi trattati con questa nuova metodica utilizzata su pazienti provenienti non solo dalla nostra provincia ma anche da diverse regioni italiane.
In Italia sono 40mila i pazienti di ipertrofia prostatica benigna (nulla a che vedere con il tumore alla prostata) sottoposti a intervento chirurgico per l’asportazione di questa ghiandola e di questi 3mila sono trattati con il laser che nelle mani del chirurgo si trasforma in un docile bisturi.
La metodica fa sì che il fascio laser consenta di intervenire anche su quei pazienti a più a rischio perché affetti da malattie cardiovascolari o da malattie che richiedono l’utilizzo di farmaci anticoagulanti e antiaggreganti o che sono portatori di pacemaker, senza che debbano interrompere le loro cure.
La nuova tecnica utilizzata grazie al laser al triborato di litio è stata fino a ora applicata con successo su 700mila pazienti nel mondo (di cui 3mila in Italia presso 45 centri ospedalieri tra cui quello di Reggio) e consente di vaporizzare l’eccesso di tessuto prostatico che si è formato.
Si tratta di un intervento in anestesia locale (spinale) che prevede l’introduzione di sondino che utilizzando i raggi laser permette di sciogliere la massa prostatica che ingrossandosi ostruisce il passaggio dell’urina.
Proprio le esperienze maturate e i risultati ottenuti in questi anni saranno al centro del confronto con esperti italiani e stranieri nel primo meeting nazionale di chirurgia laser che si tiene oggi a Reggio.
«Un appuntamento dal quale - ha spiegato il dottor Bergamaschi - usciranno le linee guida per il corretto utilizzo del metodo Greenlight” e concludendo che “sui circa 150 casi l’anno affrontati nel nostro reparto, circa una novantina sono stati trattati con questa metodica e in futuro pensiamo di aumentare il numero, in quanto preserva l’attività sessuale dei pazienti e non causa incontinenza».
Accanto agli effetti di una miglior qualità della vita dei pazienti vi è anche un aspetto economico non secondario, con l’utilizzo del laser che abbrevia il tempo del ricovero, si riducono sensibilmente anche i tempi di convalescenza, con pazienti che dopo tre giorni possono riprendere l’attività lavorativa. E questo consente un sensibile risparmio per le cure e l’assistenza post ricovero.
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