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La multinazionale tascabile si quota e vola in Borsa

di Enrico Lorenzo Tidona
La multinazionale tascabile si quota e vola in Borsa

Modelleria Brambilla lavora da Correggio per Ferrari, Bmw e Volkswagen. A dicembre il collocamento per raccogliere 3 milioni ed espandersi all’estero

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CORREGGIO. Da un laboratorio nato sotto casa negli anni Cinquanta è partita una solida storia industriale che ha sconfitto le continue cassandre che parlano di crisi giungendo ora nel salotto bene della finanza italiana, Piazza Affari, dove la Modelleria Brambilla di Correggio si è quotata per rinforzare le sue basi economiche e ripartire di slancio verso la conquista dei mercati esteri.

Quella dell’azienda fondata nel 1951 da Eugenio Brambilla è la storia virtuosa della micro imprenditoria italiana di successo: un modello di business legato all’economia reale e alle materie prime, una patrimonializzazione frutto di investimenti costanti e una crescita per tappe, senza forzare la mano. In pratica la rivincita della old economy, quella fatta di fabbriche e polvere che ha tenuto botta nonostante i chiari di luna e gli scossoni della finanza creativa.

La crescita della Modelleria Brambilla è partita negli anni Sessanta con i figli Aldo e Giancarlo, che realizzano e commercializzano attrezzature per la produzione di teste cilindri, basamenti motore, scatole cambio, collettori e altri getti complessi per veicoli a motore commerciali e industriali. Il settore è quelle dell’automotive e i clienti sono le grandi case automobilistiche internazionali, che hanno spinto Modelleria a una forte vocazione internazionale (80% del fatturato realizzato all’estero), diventando una delle realtà più importanti nel settore della componentistica di precisione per l’industria.

Un esempio? Alcune delle parti utilizzate nelle monoposto della Ferrari guidate da Schumacher e che valsero a Maranello i titoli mondiali furono costruite a Correggio. Un biglietto da visita che spalanca molte porte. «Poi abbiamo dovuto lasciare le corse perché era difficile far combaciare i tempi di quel mondo con quelli della fabbrica- spiega Gabriele Bonfiglioli, amministratore delegato dell’azienda - Ma con la Ferrari lavoriamo ancora, forniamo i pezzi per la produzione di serie. Così come con Bmw alla quale dobbiamo lo slancio verso l’estero. Siamo anche partner strategici della case americane come Ford, Gm e abbiamo avviato rapporti anche con Volkswagen. Siamo fornitore strategico per le più importanti fonderie fornitrici dei principali produttori di veicoli. La Germania è un paese trainante per noi ma siamo presenti anche in Brasile, in Messico. E proprio per continuare questo percorso di espansione abbiamo deciso di presentarci in Borsa».

Per la quotazione è stato scelto il mercato Aim, quello dedicato alle piccole realtà imprenditoriali. Il controvalore complessivo delle risorse raccolte ammonta a 3 milioni di euro, di cui 1,5 milioni di mediante emissione di azioni ordinarie e 1,5 milioni mediante emissione di un prestito obbligazionario convertibile. Capitale di rischio che vede affacciarsi investitori terzi affianco delle banche. Guardando ai fondamentali, si può ben parlare quindi di una multinazionale tascabile: il fatturato del 2013 ha toccato i 12,7 milioni di euro mentre i dipendenti sono 60. «Siamo cresciuti con gradualità negli ultimi anni - spiega Bonfiglioli - abbiamo investito nella sede di Correggio e vogliamo continuare a farlo per mantenere la testa e il cuore qui».

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