Gazzetta di Reggio

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LA COMMEMORAZIONE

Si chiude il Viaggio della Memoria: "Basta odio e violenza"

Adriano Arati
Si chiude il Viaggio della Memoria: "Basta odio e violenza"

Nel campo di Birkenau, la tradizionale cerimonia ha chiuso la terza settimana di visite e l'iniziativa 2015 promossa da Istoreco in collaborazione con le scuole reggiane, che ha permesso a 1.100 studenti di visitare i luoghi dell'orrore nazista e Cracovia.

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REGGIO EMILIA. Si è chiusa la terza e ultima settimana di Viaggio della Memoria 2015, il progetto di Istoreco ha portato altri 330 studenti reggiani in Polonia, a Cracovia e ai campi di Auschwitz/Birkenau. Ragazze e ragazzi, appena rientrati in città,  che si sono uniti agli oltre 700 che li hanno preceduti nelle scorse due settimane. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10892032:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/18/news/gli-studenti-reggiani-in-visita-a-cracovia-1.10892032]]

E, come in quei casi, il sito di Gazzetta di Reggio ha raccontato con foto, video e testi il loro cammino nei luoghi dell'orrore nazista. Dall'1 al 7 marzo è toccato alle classi dello Iodi/Galvani e del Bus Pascal di Reggio Emilia, del Gobetti di Scandiano, del D'Arzo di Montecchio, del liceo Corso di Correggio, del Matilde di Canossa, dell'Ariosto e dello Spallanzani di Reggio Emilia.

Quinto giorno. «Il sole sorgeva e non si vergognava, non si vergognava di illuminare il globo devastato dall'odio e dalla violenza, non si vergognava di rendere tutto cosi visibile, palese, eppure per sempre inconcepibile». Si congedano così, con parole di amarezza per quello che hanno visto, i ragazzi del terzo turno del Viaggio della Memoria Istoreco 2015 a Auschwitz e Cracovia. Parte degli oltre 1.100 studenti delle scuole superiori reggiane che hanno visitato la Polonia in queste tre settimane, fra momenti di riflessione e di scoperta di storie spesso tragiche, ma altrettante volte poetiche e positive.

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La conclusione del turno è stata affidata alla consueta commemorazione collettiva a Birkenau, a cui hanno preso parte tutti i viaggiatori riuniti. Molti sono intervenuti per raccontare le loro emozioni.

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Decine di studenti, e con loro il sindaco di Reggio Luca Vecchi, e altre viaggiatrici "adulte", come la studentessa universitaria Giulia Casoni, che racconta perché ha deciso di intraprendere il viaggio.

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Quarto giorno. Raggiunti dal sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, che li ha accompagnati nella visita al campo di Auschwitz I, lo stammlager, si avvia verso la conclusione il cammino dei ragazzi del terzo turno del Viaggio della Memoria Istoreco 2015 ad Auschwitz e Cracovia. Lo fanno fra momenti nei campi, in città e negli altri luoghi dello sterminio. E cercano di iniziare anche una riflessione su quello che hanno visto e sentito, in gruppo e da solo.

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Gli strumenti a disposizione sono tanti. Dalle pagine della Gazzetta di Reggio a laboratori comuni di scrittura, iniziati in città a gennaio con Paolo Nori per lavorare sulle pietre d'inciampo, e di fotografia, assieme al conosciuto fotografo reggiano Giuliano Ferrari. I ragazzi del D'Arzo di Montecchio lavorano a stretto contatto con lui e ogni giorno realizzano scatti dei luoghi toccati.

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Chi invece si è dedicato alla scrittura, inizia a confrontarsi con informazioni ed emozioni molto forti, difficili da gestire, come inevitabile dopo un giorno intero fra Birkenau e Auschwitz.

Terzo giorno. Si sono trovati a contatto con un mondo molto lontano dal loro, gli studenti del viaggio della memoria. Le visite li hanno portato in luoghi diversissimi. Le classi di Montecchio che prendono parte al laboratorio di fotografia con Giuliano Ferrari, assieme alla professoressa Elena Bezzi, hanno visitato le famose miniere di sale di Wieliczka e lo splendido centro di Cracovia, raccontandolo per immagini.

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Altri pullman hanno invece raggiunto il quartiere di Podgórze, che durante l'occupazione venne trasformato dai nazisti in un ghetto chiuso, in attesa di eliminare gli ebrei prigionieri. Un luogo reso celebre da Schindler's List di Steven Spielberg, e ora toccato con mano: le piazze, i luoghi della resistenza e il campo di Plaszow, dove è ambientata buona parte del film. Hanno visto anche la casa dove Amon Goeth, il comandante del campo, si affacciava e, per suo diletto, sparava agli ebrei in marcia per il lavoro.

Infine, una curiosità dal sapore reggiano. Nel sud della Polonia ha radici l'inno nazionale polacco, scritto proprio a Reggio Emilia nel 1797 da un patriota _ Józef Wybicki, al quale è stata anche dedicata una via nel quartiere reggiano della Rosta Nuova _ che si era unito alle truppe napoleoniche, per sostenere l'indipendenza della propria patria, e quell'anno era a Reggio per dar manforte alla Repubblica Cisalpina. L'inno venne composto nella Sala del Tricolore. In un video, la guida Tomasz Walczyk ci spiega i dettagli.

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Secondo giorno. Le classi di Montecchio che prendono parte al laboratorio di fotografia con Giuliano Ferrari hanno visitato i campi di concentramento e centri di sterminio più tristemente celebri della storia, cercando di raccontare con le immagini quello che da 70 anni si cerca di esprimere - non sempre riuscendoci - con le parole, e parole importanti come quelle di Primo Levi e Elie Wiesel.

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Altri gruppi si sono invece concentrati sul centro di Cracovia, gioiello europeo con ottocento anni di grande arte e di grande architettura da mettere in mostra. Fra le tappe più intriganti Kazimierz, il vecchio quartiere ebraico cittadino, ora fulcro della vita notturna e artistica con le sue decine di locali e gallerie mischiate alle sinagoghe e ai resti della centenaria presenza ebraica.

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Dopo l'occupazione nazista, gli abitanti vennero rinchiusi in un altro ghetto, a qualche km di distanza, prima della "liquidazione". Kazimierz ospita oggi pochissimi dei suoi abitanti storici, ma ricorda bene la sua vita mettendo in mostra tracce di una tradizione secolare.

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Primo giorno. Partiti nella tarda serata di domenica dal parcheggio del polo scolastico di via Makallè, gli oltre 330 ragazzi sono arrivati a Cracovia a metà pomeriggio pronti, dal giorno seguente, a iniziare le visite vere e proprie.

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Ecco le aspettative per il Viaggio della Memoria degli studenti del Bus Pascal diretti verso Cracovia, terzo turno dell'edizione 2015 dell'evento organizzato da Istoreco.

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Questa è una settimana speciale: una classe del D'Arzo di Montecchio sarà affiancata dal fotografo reggiano Giuliano Ferrari, con il quale hanno già fatto un laboratorio di fotografia prima di partire, per concentrarsi sulle immagini. Gran parte delle foto che arriveranno nelle gallery del sito saranno frutto del loro lavoro condiviso. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.10926901:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/02/24/news/iniziato-il-secondo-cammino-nei-luoghi-dell-orrore-1.10926901]]

Laboratorio di fotografia con Giuliano Ferrari. "La fotografia può raccontare storie". Una serie di fotografie che raccontano una storia fanno parte di una logica chiamata storytelling. Se si tratta di una storia lunga, e non necessariamente le storie interessanti sono storie lunghe, dobbiamo fare in modo che ci sia un percorso semplice da seguire. Troppo spesso si fotografa tanto, ma non si dice nulla. Durante il viaggio il fotografo Ferrari sarà tutor dei ragazzi, offrendo la propria esperienza per indirizzare i giovani ad una maggiore consapevolezza dei propri mezzi, per sviluppare immagini che divengano racconto e non solo ricordo.

La prima serie di foto è di uno degli incontri di preparazione, quello con Tommaso Speccher, dell'istituto Haus der Wannseekonferenz di Berlino.

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