Respinto il ricorso di Todaro, l'ex genero del boss
L’imprenditore si era appellato al Tar contro l’”interdittiva De Miro”
REGGIO EMILIA. I rischi di condizionamento dell’attività di Giada srl (la società di Raffaele Todaro, ex genero del boss Antonio Dragone, morto nel 2004 in un agguato di ’ndrangheta) da parte della criminalità organizzata restano attuali. Lo ha stabilito il Tar di Parma respingendo il 27 febbraio scorso un ricorso della società di Reggiolo. A darne notizia è stata l’emittente televiva Telereggio, nell’edizione delle 19,30 ieri sera.
Nel luglio del 2010 la ditta Giada e il consorzio Primavera erano stati oggetto di un’interdittiva dell’allora prefetto De Miro. E nel gennaio 2013, poi, sempre la Prefettura aveva respinto la richiesta di iscrizione di Giada srl alla cosiddetta ‘white list’ per la ricostruzione post terremoto.
La società reggiolese chiedeva di revocare entrambi i provvedimenti, sottolineando che Todaro ma il Tribunale amministrativo regionale dopo aver respinto la richiesta di sospensiva ha ora definitivamente respinto il ricorso.
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