Sanità, dimezzati gli incentivi ai direttori
La scelta della Regione illustrata ieri dal presidente Stefano Bonaccini: «Stop ai privilegi»
REGGIO EMILIA. Hanno firmato il contratto pochi giorni fa. E sul contratto che li nominava direttori generali delle aziende sanitarie reggiane era contenuta anche una clausola relativa ai premi di risultato. Una clausola che li tagliava della metà rispetto a quelli, appena erogati- non senza qualche polemica - ai direttori uscenti.
In pratica, se soltanto un paio di settimane fa, i direttori uscenti delle aziende sanitarie di Reggio, Fausto Nicolini e Ivan Trenti avevano ricevuto un premio da 20 mila euro, quello che toccherà eventualmente ad Antonella Messori, fresca di nomina al Santa Maria Nuova, non supererà i 10mila euro.
«Il dimezzamento delle retribuzioni di risultato ai direttori delle Aziende sanitarie appena nominati rappresenta un importante contributo del Servizio sanitario regionale alla riduzione dei suoi costi amministrativi, in coerenza con le priorità di legislatura indicate dal presidente Bonaccini». Così l'assessore alle Politiche per la salute Sergio Venturi ha spiegato la riduzione, che riguarda anche le altre figure apicali delle aziende sanitarie. «Voglio sottolineare che il contenimento degli incentivi – aggiunge Venturi – riguarda gli stipendi di manager che guidano organizzazioni con migliaia di dipendenti, gestiscono budget di centinaia di milioni di euro l'anno e hanno responsabilità così fondamentali come la salute dei cittadini che nessun'altra azienda pubblica può avere. Inoltre i loro compensi e gli incentivi, ora dimezzati, sono quelli definiti nel 2001 e da allora sono rimasti fermi. Con questo provvedimento - conclude l'assessore - il risparmio complessivo ottenuto nella legislatura sarà di almeno 3 milioni di euro».
E dal canto suo, il governatore Bonaccini ha commentato tranchant: «Qui i privilegi non esistono più».
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