Gazzetta di Reggio

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REGGIO EMILIA

Case popolari, appalto al massimo ribasso

di Enrico Lorenzo Tidona
Case popolari, appalto al massimo ribasso

Il Comune assegna 21 alloggi per anziani a Ospizio. I lavori aggiudicati a una ditta che offrì un “risparmio” del 45%

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REGGIO EMILIA. Tra pochi giorni 21 famiglie formate da anziani ultrasessantacinquenni potranno finalmente avere una nuova casa: calda, confortevole e pagata dal Comune con il cofinanziamento della Regione. Residenze a canone calmierato che rappresentano il cuore del condominio costruito a Ospizio tramite un appalto al massimo ribasso, assegnato nel 2010 dal Comune alla Baschieri srl di Sassuolo, che si offrì di portare a termine il cantiere con un taglio consistente del suo compenso, pari al 45%.

Questa pratica di assegnazione degli appalti basata solo sull’offerta economica più bassa, è finita proprio in queste ore nel mirino del Comune di Reggio (leggi articolo sotto), che al pari dei altri enti locali ha fatto in passato di necessità virtù, ricorrendo più volte agli appalti al massimo ribasso per esigenze di cassa, come testimonia la grande residenza che sta per essere occupata dagli anziani. Per realizzare le case popolari comprese nel grande condominio - che verranno gestite da Acer - il Comune aveva stimato un importo complessivo di 3 milioni 650mila euro, soldi necessari per costruire la palazzina eretta a Ospizio, ai bordi del parco Campo di Marte 2. Alla gara partecipò un vero e proprio plotone di aziende (era già tempo di crisi nera per l’edilizia), ben 45 quelle comprese nella lista valutata poi dai dirigenti comunali e dalla precedente giunta targata Delrio per l’assegnazione dei lavori.

Si tratta di una «procedura aperta con il criterio del prezzo più basso», come riportato nelle carte dei dirigenti. Chi offre il prezzo più basso vince, perché il metodo di valutazione da parte del Comune gravita attorno al solo «ribasso unico percentuale».

La Baschieri, con il ribasso promesso in gara, vinse a mani basse: l’azienda fece risparmiare al Comune 1 milione e 200mila euro, accontentandosi quindi di un pagamento per i lavori pari a 1 milione e 400mila euro. La seconda classificata era la Ite Group di Modena, che offrì un ribasso del 42%. La media dei ribassi delle altre ditte era attorno al 20%: il taglio del prezzo meno consistente fu presentato dal colosso Unieco, che offrì con un ribasso del 10%.

«È vero, la gara fu assegnata con un grande ribasso - conferma l’assessore Matteo Sassi - una pratica alla quale anche io sono “allergico” ma devo dire che i lavori sono impeccabili e sono stati terminati in tempo, circa 8 mesi fa. Abbiamo effettuato tutti i collaudi e siamo pronti ad accogliere ora gli anziani». La recente avversione per il massimo ribasso manifestata dal Comune suona quindi come un mea culpa per scongiurare brutte sorprese: il collasso finanziario delle aziende a metà lavori o la scarsa qualità nelle realizzazioni in nome del risparmio. Senza scordare le infiltrazioni della criminalità.

IN COMMISSIONE: STOP ALLE OFFERTE, SI PUNTA SU QUALITA'.

L’appalto al massimo ribasso ha fatto il suo tempo. Vuoi perché è stato introdotto appena dopo Tangentopoli o perché nel frattempo le indagini, anche di questi giorni, mostrano che quel meccanismo non tutela rispetto alle infiltrazioni malavitose. Una consapevolezza che ha fatto strada anche nel Comune di Reggio, che ieri ha visto la Commissione consiliare Affari generali affrontare il tema degli appalti e del controllo dei sub appalti, con la partecipazione del vice sindaco e assessore agli Affari generali Matteo Sassi e del dirigente Roberto Montagnani.

«La nostra idea - ha detto Sassi - è quella di superare in maniera strutturale il ricorso alla procedura del massimo ribasso, per andare all’adozione del sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa. E’ noto che intendiamo lavorare su questo tema anche alla luce di quanto è avvenuto e visto che l’appalto al massimo ribasso era stato introdotto proprio a tutela della legalità al tempo di Tangentopoli, è ora necessario il suo superamento per lavorare sulla prevenzione».

Superare il massimo ribasso, ha poi spiegato, «è un modo per aumentare la prevenzione rispetto alle infiltrazioni malavitose, così come lo è il rinnovo del Protocollo sulla legalità con la Prefettura su cui sta lavorando il Comune e nel quale si fissano nuove regole sia per l’urbanistica sia per l’apertura di nuove sale giochi e vlt. Ciò significa adottare il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa che mette assieme il valore economico e una serie di criteri qualitativi dell’azienda che si è aggiudicata l’appalto».

Dopo la bufera dell'inchiesta Aemilia, il Movimento 5 stelle ha ottenuti un’operazione trasparenza su tutti i contratti di appalto e subappalto del comune di Reggio e delle sue partecipate. Alla seduta di ieri ne seguiranno però altre due, dedicate ai contratti di appalto specifici dell'amministrazione, a quelli delle società partecipate e, «piatto forte» a verificare se aziende coinvolte nell'indagine della direzione antimafia di Bologna abbiano avuto rapporti con l'ente di piazza Prampolini.

Il ciclo di commissioni prende le mosse da una mozione approvata circa un mese fa dal consiglio comunale con prima firmataria la consigliera pentastellata Paola Soragni. Il documento era stato appoggiato anche da Cesare Bellentani, civico della lista Magenta, e da Salvatore Scarpino del Pd. Una parte della riunione era inoltre dedicata all'esame dei protocolli antimafia a cui il comune ha già aderito.

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