Il vice sindaco di Busana lancia la campagna per il «sì» al referendum
BUSANA. Sarà, forse, a metà del mese di giugno il referendum sulla fusione dei quattro Comuni del crinale, Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, che martedì ha visto il voto unanime in Regione. L’En...
BUSANA. Sarà, forse, a metà del mese di giugno il referendum sulla fusione dei quattro Comuni del crinale, Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, che martedì ha visto il voto unanime in Regione. L’Ente di via Aldo Moro ha infatti indicato un arco temporale nell’ambito del quale i sindaci dei quattro Comuni dovranno decidere la data. Starà poi agli amministratori locali convincere la popolazione dell’importanza del progetto. Il perché lo spiega il vice sindaco di Busana, Marco Costa: «L’iter del processo di fusione non credo offra argomentazioni serie per un’eventuale contrarietà politica, dato che è assolutamente garantista: se non arriverà una maggioranza di “sì” alla fusione in tutti e quattro i Comuni, l’iter intrapreso sarà invalidato».
Ma i cittadini perché dovrebbero votare a favore?
«Gli aspetti sono numerosi _ prosegue Costa _ il nuovo assetto amministrativo offrirebbe risparmi importanti: pur restando lo stesso personale, dove oggi per un settore sono presenti cinque posizioni organizzative, una per comune più l’Unione, ne sarà sufficiente una. Resteranno invece le sedi municipali: i cittadini potranno rivolgersi ai consueti uffici per servizi, documenti e altro, alle stesse sedi scolastiche, ecc. Questo aspetto è stato messo anche per iscritto».
E poi ci sarebbero i finanziamenti...
«È vero: è previsto un meccanismo di premialità che porterà al nuovo Comune circa 500 mila euro all’anno per 10 anni. Ma è fondamentale che poi questo nuovo contenitore sia riempito di idee e progetti su come investirli. Io sono convinto che i quattro Comuni uniti potranno addirittura difendere meglio la loro identità di territori di montagna, rappresentando un Ente importante, secondo in Regione per estensione tra i Comuni non capoluogo. Ma ci vorrà una progettualità importante su turismo, tutela ambientale, valorizzazione delle risorse».
Quali le criticità su cui intervenire?
«In merito alla mancanza di lavoro, la tenuta sociale dell’Appennino è davvero a rischio. Su questo tema c’è molto da fare e secondo me la fusione è una delle poche opportunità rimaste. Da qui al referendum abbiamo in programma tra le 35 e le 40 assemblee. Andremo a spiegarlo in ogni frazione, e poi incontreremo tutte le categorie e gli operatori economici, per confrontarci e chiarire ogni dubbio».
Qual è al momento il sentore tra la gente sul progetto?
«La mia opinione personale è che il progetto di fusione a Busana e Collagna ormai abbia attecchito, mentre credo resti più da lavorare su Ligonchio e Ramiseto. Comuni che reputo avrebbero solo benefici da trarre, anche perché al momento c’è una normativa che entro fine anno impone ai Comuni con meno di 1000 abitanti di mettere tutte le funzioni in servizio associato, a parte l’anagrafe, e se la fusione non andasse in porto tutte queste funzioni per Ramiseto e Ligonchio verrebbero gestite a forte distanza, a Castelnovo, con indubbie scomodità».
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