La sciabola dell’eroe Cervi è stata donata al Comune
La nipote del valoroso capitano morto nel 1915 l’ha ritrovata nel garage Cerimonia nella sala del consiglio per presentare il progetto sulla Grande Guerra
BORETTO. E’ tornata a “casa”, a poco più di cento anni da quando gli venne donata dal Comune di Boretto, in segno di apprezzamento per le sue eroiche gesta. La sciabola appartenuta al capitano Marino Cervi, martedì sera è stata restituita al Comune dai discendenti dell’ufficiale borettese che a soli 30 anni morì al fronte nel 1915 combattendo contro gli austriaci.
In una sala consiliare gremita, il sindaco Massimo Gazza e l’assessore alla Cultura Giorgia Bia, hanno ospitato l’ex senatrice Albertina Soliani e Simonetta Soliani, discendente di Marino Cervi, borettese d’origine ma oggi residente a Parma. L’occasione si è presentata alla Soliani quando, nel suo garage, si imbattè in questa antica sciabola.
«Mio nonno era fratello di Marino, e ricordo che in famiglia si era parlato di questa sciabola, ma poi ne avevo perse le tracce. Quando mi è capitata tra le mani, ricordai che era stata regalata a mio zio dal Comune di Boretto. E mi sembrava giusto farla ritornare a casa. Per questo, tramite l’ex senatrice, amica di famiglia, ho cercato di mettermi in contatto con il sindaco».
Il clou della serata è stato quindi il passaggio ufficiale della sciabola, dalle mani della Soliani a quelle del sindaco Gazza che ha ringraziato la donna contraccambiando con due libri sulla storia di Boretto.
Marino Cervi è oggi una figura poco conosciuta in paese ma è stata forse la più importante, in ambito borettese, per quanto riguarda la Grande Guerra, in quanto ricevette ben due medaglie d’argento al Valor militare. Che le sue gesta fossero, all’epoca, molto apprezzate e seguite lo dimostra il fatto che, dopo la guerra in Libia, venne colpito dal colera e fece ritorno a Boretto, dove venne accolto con tutti gli onori.
E’ proprio in questo periodo che Cervi ricevette dal Comune questa spada d’onore, con una consegna avvenuta in forma solenne. Dopo qualche anno, l’ufficiale (con il grado di capitano) combattè contro gli austriace e cadde in combattimento a Javorcek, sul medio Isonzo, tra l’11 e il 12 settembre 1915. Di Cervi – che riposa nel cimitero di Ternova, in Friuli – resta oggi il nome indicato in alcune lapidi commemorative e in una via non lontana dal centro.
La serata ha rappresentato inoltre l’occasione per la presentazione del progetto “Sulle tracce della Grande Guerra, per imparare la pace” con la costituzione del Comitato per le celebrazioni, aperto al contributo di quei cittadini che ne volessero far parte. Le celebrazioni – che si inaugurano quest'anno, con il centesimo anniversario dell'inizio della Prima guerra mondiale – dureranno fino al 2018 e l’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di creare un gruppo di persone in grado di allestire un calendario di iniziative che riguardino storia, itinerari ed eventi, tutti legati dallo stesso filo conduttore.
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