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Orologio, sequestrati quattro chili di hascisc

Orologio, sequestrati quattro chili di hascisc

La polizia blocca e arresta tre persone durante uno scambio: la droga era nascosto nel bagagliaio

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REGGIO EMILIA. Quattro chili di hascisc sequestrati e tre persone finite in manette. E’ il bilancio di un’altra importante operazione antidroga della questura.

La squadra mobile stavolta è intervenuta quando si stava per compiere una consegna ingente. E in manette sono finiti i due presunti “corrieri” – Daka Verbin albanese di 21 anni e una ucraina di 21 Yulya Vasiljk – e l’uomo al quale la roba avrebbe dovuto essere consegnata: il 33 anni, già noto alle forze dell’ordine, Ben Salah Badr, marocchino.

L'incontro tra i tre era in programma nei pressi di un bar del circolo nel quartiere Orologio. Non avevano fatto i conti, però, col fatto che all’incontro ci sarebbe stata la polizia.

«Un normale controllo» ha spiegato il capo della Squadra mobile, Gugliemo Battisti. Ma è evidente che l’attenzione sul fronte antidroga da parte degli uomini della questura è altissimo: questi tre arresti fanno a salire a otto il numero dei fermi per droga negli ultimi dieci giorni, a 25 dal mese di dicembre.

Di fatto, alla vista degli agenti l’albanese ha tentato di fuggire. Mentre gli altri due sono stati subito bloccati. Sono partiti gli accertamenti sull’auto – una Fiat Marea – sulla quale viaggiava la coppia. Nel baule, sotto la ruota di scorta, la polizia non ha avuto difficoltà a recuperare il grosso quantitativo di droga: l’hascisc, circa 4 chili, era confezionata in panetti.

Il passo fino a via Dante è stato breve. Poco dopo, gli agenti hanno rintracciato anche il 20enne: compreso che gli elementi in mano alla polizia erano troppi per riuscire a farla franca, ha personalemente contattato il 113 e si è consegnato.

Alla luce dei precedenti, per il marocchino sono scattate le manette e la custodia in carcere in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. Mentre la coppia – incensurata – è stata ristretta ai domiciliari.

Il quantitativo di droga sequestrato è ingente, anche per il valore commerciale. Basti calcolare che un chilo “all'ingrosso” vale almeno 1.200 euro. Rivenderla al dettaglio dunque rappresenta un importante giro di affari.

Sui panetti c’era un simbolo: una A stilizzata. «Da queste parti non abbiamo mai trovato altri segni del genere - fa notare il dirigente della Mobile - Il triplice arresto non risulta collegato a quelli precedenti».

Nei giorni scorsi, infatti, in due momenti differenti ancora la Squadra mobile aveva trovato e sequestrato altro hascisc nascosto in due auto differenti: ancora panetti, ma con il simbolo della Ferrari impresso. Per quella droga a finire in manette erano stati due fratelli magrebini e altri complici. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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