«Questo è un bell’esempio di dare e avere»
Il sindaco Mirca Carletti elogia la disponibilità dei profughi: «Un’esperienza positiva di inserimento»
SAN POLO. «È bellissimo vedere al lavoro questi sei ragazzi: abbiamo cercato di integrarli, facendo vivere loro la vita del paese, e siamo stati ampiamente ripagati». E’ con queste parole che Mirca Carletti, sindaco di San Polo, commenta l’operato di Jusuf, Wuyeh, Osaboyen, David, Mustapha e Toure.
«È un bell’esempio di “dare e avere” – continua il primo cittadino – la comunità di San Polo dà loro un posto dove stare e non li emargina, loro ricambiano come possono, ossia facendo volontariato. D’altra parte – aggiunge – il volontariato è da sempre una cifra distintiva della nostra comunità, quindi si può dire che questi sei immigrati si siano già integrati alla perfezione tra i sampolesi».
E non è la prima volta, d’altronde, che San Polo accoglie dei profughi con questa “formula interattiva”.
«Qualche anno fa avevamo ospitato due immigrati provenienti dall’Africa Centrale – racconta il sindaco – ed essendo andato tutto bene abbiamo deciso di rifarlo. Come la prima volta, così, abbiamo assicurato i ragazzi e li abbiamo coinvolti in lavoretti e attività: l’idea di avere in giro per il paese persone senza lavoro che bighellonano senza fare niente, infatti, non mi è mai piaciuta. Questi ragazzi, invece, hanno capito che non c’è mai niente di dovuto, e che sia i cittadini di San Polo sia le persone che vengono accolte per un certo periodo in paese hanno diritti e doveri». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
GUARDA LA FOTOGALLERY,
I VIDEO E COMMENTA
WWW.GAZZETTADIREGGIO.IT
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
