Gazzetta di Reggio

Reggio

economia

Artoni, sindacati in allerta: «L’azienda va risanata»

Artoni, sindacati in allerta: «L’azienda va risanata»

Pesano i debiti: incontro a Roma dopo i ritardi dei pagamenti per alcuni fornitori. La Filt-Cgil chiede un nuovo piano industriale: «Servono maggiori sicurezze»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Artoni Trasporti ha mantenuto un livello sostenuto di fatturato nonostante la crisi generale che ha colpito le aziende clienti. A pressare il gruppo sono però banche e fornitori, sui quali pesa buona parte dell’esposizione dell’azienda reggiana, che nel 2012 aveva toccato i 145 milioni di euro di debiti (comprese controllate, controllanti e tributari) contro ricavi per oltre 200 milioni. I piani di rientro hanno ridotto i debiti ma alcuni fornitori della zona di Milano e Padova hanno allertato i sindacati dopo il mancato pagamento di alcune fatture.

Una situazione sfociata nella riunione tra le sigle dei lavoratori e l’azienda stessa, tenuta mercoledì a Roma. Gli stipendi sono sempre stati pagati regolarmente ma i sindacati hanno espresso «forti preoccupazioni per la situazione aziendale, sia in termini produttivi che di fatturato», scrive la Filt-Cgil reggiana, che ha investito della trattativa la segreteria nazionale della categoria. Questo perché Artoni Trasporti conta ben 600 dipendenti su tutto il territorio italiano (quasi un centinaio quelli reggiani: oltre 60 nella sede storica di via Romania e circa 30 a Guastalla), e un indotto che impegna almeno 3.000 persone tra corrieri espresso e addetti della logistica.

«La società sta infatti vivendo una grave crisi finanziaria». La situazione vede quindi un peggioramento delle condizioni delle aziende fornitrici, oltre che dei lavoratori che svolgono attività terziarizzate, sostiene la Filt-Cgil. L'azienda, riferisce inoltre il sindacato di categoria, «ha informato che è in corso la trattativa con gli istituti finanziari e che corrisponderà ai fornitori i pagamenti arretrati entro il prossimo maggio». Informazioni queste «che appaiono comunque insufficienti a determinare una previsione futura». Per questo è prevista un nuovo confronto a Roma per visionare «un piano industriale credibile e un piano di risanamento finanziario e programmare i pagamenti ai fornitori, dall'erogazione delle ferie arretrate». Da un anno è attiva la cassa ordinaria, della quale viene chiesta ora la revisione. (e.l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google