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E’ morto per annegamento nel Po

E’ morto per annegamento nel Po

Boretto: l’autopsia chiarisce le cause ma il cadavere resta ancora senza nome

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REGGIO EMILIA. E’ morto per annegamento l’uomo recuperato nelle acque del Po il 16 febbraio scorso. E’ una delle prime risposte che arrivano dall’esame autoptico. E le ferite che sono state trovate sulla pelle sono da ricondurre al trascinamento: quello provocato dall’acqua che ha fatto arrivare sino a Boretto il cadavere.

L’uomo, che ancora resta senza un nome, non è quindi morto dove è stato trovato. Le prossime risposte che si attendono dagli accertamenti, tutt’ora in corso, dovranno stabilire da quanto tempo era in acqua. E dunque, quanti giorni prima del ritrovamento è morto.

Su quello che può essergli accaduto, il sostituto procuratore Giacomo Forte non esclude alcuna ipotesi. Compreso anche un incidente avvenuto durante la pesca nel Grande fiume.

Resta, tuttavia, il mistero legato al fatto che nessuno ancora ha reclamato quel corpo. O almeno abbia chiesto di poter verificare se un amico o un parente scomparso possa essere quella persona.

Dell’uomo, si sa solo che aveva tra i 30 e i 40 anni. Alto 1.81 e del peso di 89 chili, indossava una felpa, un paio di jeans marca Tommy Hilfiger e delle scarpe da ginnastica. Abiti da lavoro, secondo quello che hanno potuto capire gli investigatori.

Inoltre, riguardo ai tratti somatici, si pensa un europeo, da capelli e occhi chiari. Potrebbe essere straniero, dell’Est. E questo potrebbe spiegare perché ancora nessuno ha chiesto di lui. (el.pe)

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