«La scuola e le nostre famiglie devono farci conoscere la Shoah»
L’esperienza degli studenti del Pascal al termine della visita al campo di sterminio di Birkenau Ariel (liceo Ariosto): «Voglio raccontare quello che ho visto ma è difficile trovare le parole giuste»
Conoscere la storia dell’Europa equivale a conoscere la storia del mondo. E’ per questo che oltre mille studenti delle scuole superiori reggiane hanno intrapreso il Viaggio della Memoria di Istoreco, che li ha portati a Auschwitz/Birkenau e a Cracovia. Un’esperienza che raccontano per i lettori di Gazzetta.
Fra i narratori, cinque studenti dell’istituto Pascal uniti dalle origine lontane, Albania, Kosovo, Marocco e Nigeria. «In comune abbiamo l’esserci trovati a Reggio Emilia nonostante le nostre origini appartengano a paesi differenti». E ora si trovano a visitare i campi col loro carico di orrore e di simboli, ma anche una terra lontana e allo stesso tempo vicina. Necessaria, per comprendere il Novecento: «Crediamo – ripetono – che conoscere la storia dell’Europa equivalga a conoscere la storia del mondo, questo perché l’Europa è stata motrice della gran parte delle tragedie consumate nel mondo, a partire dallo sterminio degli indios da parte degli spagnoli, passando per la tratta degli schiavi ideata dagli inglesi arrivando alla Shoah. Sono solo tre esempi ma possiamo citarne molti altri», riflettono.
Storie di ieri, oggi spesso sfuocate, anche se non per tutti: «La generazione di oggi purtroppo si dimentica di alzare gli occhi dal cellulare e perciò spesso rimane un pensiero superficiale. Purtroppo queste tragedie vengono dimenticate – continuano i cinque ragazzi – ma si dovrebbe sapere che la memoria è quel filo sottile che tiene legato insieme il passato, il presente e il futuro. Per non ricadere negli errori, ricordare è l’unico mezzo».
E chi può dare una mano? «La scuola e soprattutto la famiglia possono aiutare le nuove generazioni a spolverare le memorie di queste tragedie. Solo così i veri valori possono riemergere, far sì che il mondo non abbia più esperienza di guerre, stermini e sentimenti di odio. La famiglia è il nucleo dove noi possiamo imparare come è stata vissuta la guerra e non importa il paese da cui provieni, queste tragedie toccano ognuno di noi».
Per razionalizzare questo passato così vicino e così oscuro, che ancora tinge di nero il presente, vi sono tanti modi. I Viaggi della Memoria Istoreco cerca di metterne a disposizione diversi agli studenti. Uno è il laboratorio di scrittura con Paolo Nori, lo scrittore che da anni collabora con Istoreco.
Ariel Contieri, della quarta C del liceo Ariosto, ha preso parte al laboratorio con Nori per coltivare «la passione, scoperta da poco, per la scrittura e la possibilità di coniugarla, tramite questo laboratorio con il Viaggio della Memoria. Per me è un'occasione di arricchimento dal punto tecnico, difatti, Nori ci ha spiegato alcuni espedienti per scrivere in modo efficace e diretto».
Adesso, è alla prova sul campo: «Ho iniziato a scrivere solo dopo la visita a Tarnow ma avevo già buttato giù qualche appunto durante il viaggio di andata. Suppongo che la mia produzione aumenterà dopo la visita ad Auschwitz». Anche se non sarà facile: «Ammetto la difficoltà di raccontare le emozioni, le impressioni o le opinioni innanzitutto perché tanti hanno già scritto dopo aver vissuto tutto questo, ma soprattutto per la difficoltà nel cercare le parole giuste per descrivere una tragedia come questa».
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